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Cappotto termico interno: Cos’è, prezzi, alternative

Il cappotto termico interno è una soluzione sempre più diffusa per l’isolamento dei locali. Tuttavia, comporta vantaggi e rischi, si adatta ad alcune situazioni piuttosto che ad altre.

Ne parliamo in questa esaustiva guida. Forniremo una panoramica delle tipologie di cappotto interno, descriveremo i materiali più frequentemente utilizzati, opereremo un confronto con le alternative e proporremo una stima dei costi anche e soprattutto in relazione ai bonus disponibili.

Cos’è un cappotto termico interno

Il cappotto termico interno, in senso stretto, consiste nell’applicazione di pannelli isolanti all’interno dei locali, ovvero sui muri che danno sugli spazi abitativi. Tuttavia, esistono alcune tipologie di cappotto interno, più raramente prese in considerazione, che impongono una definizione più estesa di cappotto termico interno. In virtù di esse, dunque, potremmo definire il cappotto termico interno come l’applicazione di una superficie con carattere isolante.

Lo scopo del cappotto termico interno è ridurre gli scambi di calore esterno-interno, ridurre i consumi per il riscaldamento e la climatizzazione, aumentare l’efficienza energetica dell’immobile.

Si contrappone giocoforza al cappotto termico esterno, soluzione che – è bene anticiparlo fin da subito – appare più efficace ma anche più difficile da implementare.

Tipologie di cappotto termico interno

Nell’immaginario collettivo il cappotto termico interno coincide con la disposizione di pannelli isolanti. Tuttavia, come appena accennato, esistono tipologie che non prevedono approcci alternativi, pensate appositamente per superare alcuni limiti strutturali. Dunque, è bene fare una panoramica completa di queste tipologie.

Cappotto termico interno con pannelli isolanti.

Questa soluzione consta dell’applicazione di pannelli isolanti, spesso preaccoppiati con lastre di cartongesso, le quali fungono da supporto. I materiali utilizzati sono vari, anche se di solito si utilizza il sughero. Il “cappotto con pannelli” è pratico, facile da realizzare – persino in modalità fai da te – e vanta uno spessore abbastanza ridotto, nell’ordine dei 7 centimetri. Tuttavia, non è esente da effetti collaterali, come il rischio condensa.

Cappotto termico interno con intelaiature e lastre.

Questa soluzione consiste nella creazione di intelaiatura metallica a cui si agganciano delle lastre in cartongesso. Al suo interno, viene posto del materiale isolante, in genere lana di roccia o di vetro. E’ una soluzione più efficace, che riduce il rischio condensa, e consente di correggere difetti perimetrali, come la presenza delle pareti non a piombo. Tuttavia, si caratterizza per uno spessore notevole, quasi sempre superiore ai 10 centimetri.

Cappotto termico interno con contropareti.

Questa tipologia consiste nella creazione di una vera e propria parete in cartongesso, al cui interno è montato un pannello isolanti. Lo spessore può essere considerevole, sicché viene chiamata in causa soprattutto quando vi è la necessità di risolvere problematiche specifiche, e che vanno oltre il mero isolamento termico. Tra queste, spicca la protezione dal fuoco, ottenibile mediante l’impiego di cartongessi ignifughi.

Materiali performanti per un cappotto termico interno

Come già accennato, i materiali a disposizione sono numerosi. Qui descriviamo i più performanti, quelli più frequentemente utilizzati.

  • Fibra di legno e sughero. Sono materiali naturali che si caratterizzano per le ottime capacità isolanti, in particolare il sughero. Spiccano anche per l’estetica, elemento di fondamentale importanza quando si parla di cappotto interno. Tuttavia, vantano capacità limitate in termine di fonoassorbenza e riduzione del rischio condensa.
  • Lana di roccia e di vetro. Altri materiali ultra-performanti, benché di origine minerale. Spiccano comunque per le capacità di fonoassorbenza e per una porosità minima. La lana di roccia e la lana di vetro, poi, resistono molto bene al fuoco. Per quanto concerne il processo di produzione, esso consiste nella fusione del minerale e nell’integrazione di resine e olii.
  • Silicato di calcio. Le capacità di isolamento termico sono medie e in alcuni casi potrebbero lasciare a desiderare. Tuttavia, è un materiale sempre più utilizzato in quanto “multifunzione”. E’ infatti traspirante e quindi capace di ridurre il rischio muffa. Inoltre, contribuisce alla risoluzione dei ponti termici.
  • Perlite espansa. Materiale di nuova concezione, allorché di origine vulcanica, sta andando incontro a una crescente diffusione. Le capacità di isolamento termico sono buone, ma viene apprezzato soprattutto per la sua leggerezza e per gli spessori minimi.
isolamento termico che cos'è - EdiliziAcrobatica

Vantaggi e problematiche di un isolamento termico interno con cappotto

Il cappotto termico interno presenta vantaggi e svantaggi. Cominciano dai primi.

  • Buona efficienza. Le conseguenze dal punto di vista termico sono importanti e permettono di ridurre il consumo energetico. Ciò si traduce in un risparmio sulla bolletta.
  • Non impone il possesso di titoli abilitativi o la richiesta di autorizzazioni. Soprattutto in confronto alla soluzione alternativa, ovvero il cappotto termico esterno, propone un iter tutto sommato agevole. Il cappotto termico interno può essere installato liberamente, in modalità “edilizia libera” e senza dover chiedere il permesso al condominio.
  • Costa relativamente poco. Di nuovo, questo vantaggio è tale soprattutto in rapporto alla “controparte esterna”. Ad ogni modo, la spesa è abbordabile anche dal punto di vista oggettivo.

Di contro, si segnalano alcuni svantaggi, ecco quali.

  • Alcune tipologie favoriscono la condensa. Il riferimento è all’applicazione dei pannelli, che funge da “tappo” e quindi produce una sorta di condensa interstiziale.
  • E’ meno efficiente del cappotto esterno. Sia chiaro, i materiali impiegati sono gli stessi. Tuttavia, il cappotto interno copre giocoforza una superficie inferiore, lasciando scoperti alcuni punti disperdenti. La soluzione è procedere con un isolamento sì interno, ma completo e sistemico, che coinvolga magari tetto e sottotetto. Va detto, poi, che la coibentazione è più scarsa in quanto interviene in una fase tardiva, quando un certo scambio di calore c’è già stato.
  • Riduce lo spazio calpestabile. E’ probabilmente lo svantaggio più grande, anche perché incide sull’esperienza abitativa. La verità è che tutte le tipologie di cappotto interno riducono lo spazio disponibile, sebbene alcune lo facciano più di altre.

Quanto costa un cappotto termico interno?

Come accennato, il cappotto termico interno non costa molto, se non altro perché interessa una superficie inferiore rispetto a quelle coinvolte nell’installazione del cappotto esterno. I costi dipendono comunque dai materiali. Ecco un prospetto.

  • Lana di roccia: da 30 a 40 euro al mq;
  • Lana di vetro: da 30 a 40 euro al mq;
  • Silicato di calcio: da 28 a 32 euro al mq;
  • Perlite espansa: da 20 a 25 euro al mq;
  • Fibra di legno: da 40 a 80 euro al mq;
  • Sughero: da 50 a 70 euro al mq.

A queste voci si aggiunge la manodopera, che può costare dai 10 ai 30 euro al metro quadro.

Alla luce di ciò, si può affermare che, ipotizzando un immobile di 150 metri quadri, siano necessari tra i 7 e i 15 mila euro per un cappotto interno completo.

Cappotto termico interno o esterno? Quando preferire uno all’altro

Vale la pena, giunti a questo punto, rispondere a una delle domande più frequentemente poste dai padroni di casa che intendono efficientare il proprio immobile. E’ meglio il cappotto termico interno o esterno? La risposta è… Dipende.

La presenza di alcune condizioni fa propendere il giudizio verso l’una o l’altra soluzione.

In virtù di quanto detto fin qui, e dei vantaggi/svantaggi del cappotto termico interno, possiamo affermare che esso rappresenta una soluzione auspicabile quando…

L’immobile è abbastanza grande, e quindi la riduzione dello spazio calpestabile non rappresenterebbe un problema.

L’immobile vanta un basso rischio condensa/muffa, e quindi è in grado di sopportare l’applicazione di pannelli, lastre etc. al suo interno.

Quando l’assemblea si oppone alle soluzioni alternative. A causa dei costi elevati, l’assemblea potrebbe rigettare l’ipotesi cappotto esterno. A quel punto, al singolo proprietario non rimane che procedere con l’installazione del cappotto interno, che riguarda solo e soltanto la sua abitazione.

Bonus e agevolazioni disponibili

Per quanto concerne le agevolazioni fiscali disponibili, l’unica veramente valida per il cappotto interno è l’ecobonus. Esso consta della detrazione IRPEF di una parte della spesa, da realizzarsi in dieci anni. L’aliquota, ovvero la porzione di spesa detraibile, è del 50 o del 65%, a seconda dei cambiamenti della classe energetica che l’intervento produce.

L’attenzione al tema dei costi è più che legittima. Tuttavia, la questione qualità è più importante. E’ possibile sfruttare al massimo i vantaggi del cappotto interno e superarne i limiti solo affidandosi a una impresa edile competente.

Un’impresa come EdiliziAcrobatica.

Noi di EdiliziAcrobatica mettiamo in campo competenze avanzate, un know-how che deriva da anni ed anni di esperienza. Siamo anche degli innovatori, come dimostra il nostro approccio, che prevede il lavoro su corda: niente più impalcature e ponteggi, niente più mostri di metallo e legno a deturpare le facciate.

Tuttavia, “scendiamo” volentieri e realizziamo anche interventi “non in quota”, proprio come l’installazione del cappotto interno.

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