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balconi alla romana

Una soluzione architettonica molto diffusa nei centri storici di tutta Italia: il balcone alla romana, caratterizzato da una sporgenza nulla o molto ridotta rispetto alla facciata. A differenza dei balconi aggettanti, il balcone alla romana non crea una vera e propria estensione dello spazio abitabile, configurandosi esclusivamente come un affaccio protetto da ringhiera. 

Il balcone alla romana è noto per diversi pregi: permette di migliorare l’illuminazione e l’esposizione degli ambienti interni, mantenendo l’equilibrio estetico del prospetto. 

Quali sono le caratteristiche costruttive di tale configurazione? Quali le differenze rispetto agli altri balconi e quali gli aspetti normativi da considerare per il balcone alla romana? Scopriamo di più in questo approfondimento. 

Cos’è il balcone alla romana? Definizione e architettura 

Il balcone alla romana è una tipologia di affaccio caratterizzata da una sporgenza nulla, o estremamente ridotta, rispetto al filo della facciata. Non presentando una soletta calpestabile, si configura come un’apertura protetta da un parapetto o una ringhiera

L’ingombro di un balcone alla romana è minimo: la sporgenza, se presente, si limita a pochi centimetri e raramente supera i 20-30 cm. Spesso, la ringhiera viene installata direttamente a filo muro o su un sottile davanzale in pietra, marmo o cemento, non andando a creare una reale estensione verso l’esterno. 

Non presentando la funzione dell’aggettare, il balcone alla romana riduce i carichi sulla facciata, adattandosi perfettamente a edifici storici in muratura, spesso caratterizzati da una colonna, archi e marcapiano in pietra o marmo. Uno degli elementi più caratteristici di questo balcone è il parapetto, spesso in ferro battuto o altri elementi esterni in metallo traforati. 

Il parapetto assume una funzione di sicurezza ed estetica nella composizione della facciata: consente l’affaccio, migliora l’illuminazione, la ventilazione e l’esposizione degli ambienti interni. 

Il balcone alla romana, dal punto di vista storico, trae ispirazione dall’architettura romana e nasce in contesti urbani densi, laddove era necessario limitare l’aggetto per motivazioni strutturali e normative. Tra il XVI e il XVIII secolo, questa soluzione si diffonde soprattutto nei palazzi storici italiani, nei piani superiori. I balconi più ampi, invece, venivano realizzati soprattutto ai livelli principali. 

Differenze tra balconi: alla romana, alla francese e aggettante 

Per comprendere la struttura di un balcone alla romana, è utile confrontare questa configurazione con altre due tipologie di balcone molto diffuse: aggettante e alla francese. La varietà di differenze riguarda soprattutto sporgenza, possibilità di utilizzo e impatto sulla facciata. Analizziamole nella seguente tabella.

CaratteristicaBalcone alla romanaBalcone alla franceseBalcone aggettante
CalpestabilitàAssente o minimaAssentePresente 
SporgenzaNulla o molto ridottaNullaMarcata (da ~80 cm in su)
StrutturaParapetto a filo facciataRinghiera a filo aperturaSoletta in cemento o mattoni 
Destinazione d’usoAffaccio, luce, aerazioneAffaccio, luceSpazio esterno vivibile
Impatto sulla facciataDiscretoMolto discretoEvidente 
Possibilità di arredoLimitataNullaAmpia 

Le differenze tra le tre soluzioni incidono direttamente sulla progettazione, sull’utilizzo e sulla manutenzione del balcone. Mentre il balcone aggettante rappresenta una vera estensione dell’abitazione, sporgendo dalla facciata ed essendo calpestabile, il balcone alla francese non presenta sporgenze. Il balcone alla romana si configura come una soluzione intermedia dal punto di vista compositivo. 

Come il balcone alla francese, non risulta uno spazio vivibile, ma può presentare una minima sporgenza. Sia il balcone alla francese che il balcone alla romana non necessitano di una struttura portante, mentre invece il balcone aggettante prevede una soletta e, quindi, ha un impatto significativo sul prospetto. 

Balcone alla romana vs balcone alla francese 

Spesso si tende a confondere il balcone alla romana con quello alla francese, in quanto entrambe non presentano uno spazio esterno vivibile. Tuttavia, le due configurazioni presentano una differenza sostanziale in termini di sporgenza:

  • Balcone alla francese, completamente a filo facciata. La porta-finestra è protetta da una ringhiera fissata direttamente sull’apertura, privo totalmente di una superficie calpestabile;
  • Balcone alla romana. Può presentare una sporgenza molto ridotta o un sottile davanzale, che consente un affaccio più agevole, pur non configurandosi come spazio esterno. 

Il balcone alla romana è maggiormente legato, architettonicamente, alla tradizione italiana. Può integrare elementi decorativi come parapetti in ferro battuto o una piccola balaustra. Il balcone alla francese, invece, presenta un design più essenziale e complanare alla facciata. 

Balcone alla romana vs balcone aggettante 

Il balcone alla romana presenta differenze più nette rispetto al balcone aggettante, sia dal punto di vista costruttivo che in termini di destinazione d’uso. Il balcone aggettante, infatti, sporge in modo evidente dalla facciata, costituendo un prolungamento dell’abitazione. È completamente calpestabile, può essere arredato e necessita di una progettazione strutturale più complessa (con soletta portante). 

Il balcone alla romana si sviluppa a filo facciata o con sporgenza minima: non rappresenta uno spazio esterno vivibile, ma solo un affaccio con struttura leggera, integrata nel prospetto. 

L’impatto visivo è differente, poiché il balcone aggettante modifica significativamente la facciata, mentre il balcone alla romana mantiene la sua continuità architettonica risultando più discreto. 

Normativa, ringhiere e vincoli nei centri storici 

balconi alla romana nel centro storico. Foto dal basso e finestre con persiane alla romana intorno.

Gli interventi svolti su un balcone alla romana, dalla realizzazione al rifacimento, passando per la modifica della ringhiera, vengono regolamentati da precise normative edilizie. Tali norme diventano più stringenti all’interno dei centri storici, dove è maggiormente necessario tutelare il decoro architettonico della facciata. 

Le opere sui balconi alla romana non rientrano nell’edilizia libera, salvo operazioni di manutenzione ordinaria che non alterano l’aspetto esterno. Per quanto riguarda i permessi, occorre considerare:

  • Edilizia libera, ammessa solo per interventi minimi come la tinteggiatura o il ripristino della ringhiera esistente (senza modifiche);
  • SCIA o CILA, necessarie per manutenzioni straordinarie, come la sostituzione del parapetto con variazioni di materiali e design;
  • Permesso di Costruire, utile per la realizzazione ex novo di un balcone alla romana o per modifiche che incidono sulla sagoma dell’edificio; 
  • Autorizzazione paesaggistica, obbligatoria in presenza di vincoli storici-artistici o paesaggistici. 

Per quanto riguarda gli edifici situati in contesti storici, qualsiasi intervento deve rispettare precisi criteri. È obbligatorio:

  • Mantenere il decoro architettonico della facciata;
  • Utilizzare materiali compatibili con quelli originali;
  • Rispettare il divieto di alterare gli elementi decorativi esistenti. 

Anche interventi apparentemente semplici, come la sostituzione di una ringhiera, devono rispettare il linguaggio architettonico dell’edificio. L’introduzione di materiali o design non conformi potrebbe essere respinta dagli enti preposti, come la Soprintendenza. 

Per quanto riguarda i requisiti di sicurezza, il parapetto del balcone alla romana deve rispettare specifiche norme tecniche: 

  • Altezza minima di circa 100-110 cm;
  • Inattraversabilità, per evitare il passaggio di corpi di dimensioni ridotte (generalmente 10 cm);
  • Assenza di elementi che possano facilitare l’arrampicata. 

I materiali più utilizzati per la ringhiera di un balcone alla romana sono soprattutto ferro battuto, acciaio e altri metalli trattati per resistere agli agenti atmosferici. 

Per poter far fronte a ogni normativa con precisione e competenza, è bene affidare i lavori di rifacimento, ristrutturazione o manutenzione del balcone alla romana ad un’azienda specializzata. Un partner come EdiliziAcrobatica, esperto in lavori su fune, capace di gestire l’intero iter realizzativo con cura e professionalità: contatta il team per preventivi e consulenze.

Dove si trova e perché è diffuso

Il balcone alla romana risulta essere una soluzione molto diffusa nei centri storici italiani, soprattutto nelle città del Centro e del Sud, in cui edilizia storica e tessuto urbano compatto hanno influenzato spesso le scelte progettuali. In particolare, il balcone alla romana si trova soprattutto:

  • Su facciate di edifici storici con sviluppo verticale e aperture regolari;
  • In contesti urbani densi (vie strette, piazze) in cui gli aggetti sono limitati;
  • Nell’architettura italiana e nello stile mediterraneo, per le quali luce e ventilazione naturale rappresentano elementi progettuali centrali. 

Presentando una sporgenza ridotta, il balcone alla romana permette di mantenere l’allineamento della facciata, evitare ingombri nello spazio pubblico e preservare la continuità del prospetto. Questa configurazione è molto diffusa grazie a diversi fattori tecnici, normativi ed estetici. In particolare:

  • Limitazioni strutturali di edifici in muratura, inadatti a sostenere i balconi aggettanti; 
  • Vincoli urbanistici, soprattutto nei centri storici, che impediscono modifiche alla sagoma degli edifici; 
  • Esigenze di decoro architettonico, con la volontà di mantenere facciate lineari e armoniche; 
  • Funzione pratica, legata a illuminazione, aerazione ed esposizione degli ambienti. 

In termini storici, i balconi alla romana venivano impiegati in qualità di punti di affaccio privilegiati su strade e piazze, senza alterare la struttura dell’edificio. Rappresentano soluzioni leggere, capaci di integrarsi con elementi architettonici come colonne, cornici, frontalini, marcapiano, un arco, una cupola o una decorazione in pietra e marmo. 

Come arredare un balconcino alla romana: soluzioni salvaspazio

Gli spazi spesso ridotti, o non pienamente calpestabili, di un balconcino alla romana necessitano di una progettazione accurata per quanto riguarda l’arredamento. È possibile utilizzare elementi verticali, arredi richiudibili e soluzioni leggere, per valorizzare l’affaccio di un balconcino alla romana. 

Valutiamo alcune idee pratiche: 

  • Piante leggere e verticali, come vasi appesi alla ringhiera che permettono di creare un piccolo giardino urbano, senza occupare spazio utile;
  • Fioriere da ringhiera, le quali aggiungono colore senza ridurre gli spazi interni. Valorizzano la facciata in modo ordinato e continuo; 
  • Tavolini pieghevoli o a sospensione, in particolare i modelli agganciati alla ringhiera. Possono essere usati al bisogno, senza rappresentare un ingombro;
  • Sedute leggere e richiudibili, in metallo o legno, riponibili facilmente quando non utilizzate, in quanto rendono lo spazio flessibile;
  • Illuminazione discreta, con luci LED solari, ghirlande luminose, piccole lanterne da esterno, che creano atmosfera pur senza impianti elettrici complessi;
  • Decorazioni essenziali, in metallo traforato, come accessori minimal e decorativi che personalizzano lo spazio senza appesantirlo;
  • Schermature leggere, come tende sottili o frangisole, utili per modulare l’esposizione solare. 

Per esempio, per arredare un balcone stretto a corridoio, la scelta più indicata sarà una fioriera lineare lungo la ringhiera, un tavolino pieghevole e due sedute richiudibili. Per un balconcino alla romana molto ridotto, una sola seduta multifunzione e una parete verde verticale rappresentano le opzioni più efficaci. 

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