
Il solare termico funziona in inverno? La risposta a questa domanda è affermativa: anche nei mesi freddi un impianto solare termico può produrre acqua calda sanitaria, poiché sfrutta la radiazione solare che è presente nonostante le basse temperature.
Il rendimento solare termico inverno diminuisce rispetto al periodo estivo, soprattutto nelle giornate nuvolose, ma un impianto ben dimensionato può ugualmente contribuire a ridurre i consumi energetici durante tutto l’anno.
Quali prestazioni aspettarsi durante l’inverno da un impianto solare termico e come ottimizzarne il funzionamento? Scopriamo di più.
Come funziona un impianto solare termico con il freddo
Un impianto solare termico viene progettato con l’obiettivo di trasformare la radiazione solare in calore, per produrre acqua calda sanitaria in inverno e per contribuire, mediante un progetto specifico, al riscaldamento domestico. I collettori installati sul tetto hanno la funzione di assorbire l’energia del sole, trasferendola a un fluido termovettore che la trasporta al serbatoio di accumulo.
Questi impianti funzionano anche con temperature esterne basse, in quanto sfruttano le radiazioni solari e non il calore dell’aria. Anche in caso di cielo coperto, una parte delle radiazioni raggiunge i collettori sotto forma di luce diffusa. La produzione, durante le giornate con cielo coperto, può diminuire anche a causa della minore esposizione alla luce e all’aumento delle dispersioni termiche.
Il corretto dimensionamento e l’isolamento dell’impianto, pertanto, diventano indispensabili. È bene distinguere, inoltre, l’impianto solare termico dalla tecnologia del fotovoltaico: mentre il primo produce direttamente calore, il secondo converte la radiazione solare in energia elettrica.
Radiazione diretta e diffusa: perché il sole scalda anche d’inverno
La radiazione solare può raggiungere i collettori dell’impianto solare termico in forma diretta, quando arriva direttamente dal sole senza essere diffusa dall’atmosfera, o diffusa, presente anche in caso di cielo nuvoloso.
La superficie assorbente dei collettori assorbe l’energia della radiazione solare, comprese le componenti infrarosse, convertendola in calore. Questo processo permette all’impianto di funzionare anche in inverno, sebbene la produzione possa diminuire a causa di un minore irraggiamento solare: non è necessario che l’aria sia calda perché l’impianto funzioni.
Il ruolo del fluido termovettore antigelo
Il calore accumulato, nel caso di impianti a circuito chiuso, viene trasferito ai collettori mediante un fluido termoconvettore, generalmente composto da acqua e glicole propilenico. Questa miscela limita il rischio di congelamento e trasporta il calore attraverso uno scambiatore.
Il fluido, la pressione e la presenza di perdite devono essere monitorati in modo costante, poiché la protezione dipende dalla concentrazione del glicole e dalle temperature minime previste.
Rendimento e temperature: quanta acqua calda produce nei mesi freddi
Il rendimento solare termico inverno dipende dall’irraggiamento, dall’orientamento e dall’inclinazione dei collettori, ma anche dalla tecnologia impiegata e dalla capacità dell’accumulo di conservare il calore.
Per valutare il contributo di questo impianto occorre analizzare il delta termico, ovvero la differenza tra temperatura iniziale dell’acqua e quella da raggiungere. Per esempio, se l’acqua passa da 10°C a 30°C grazie ai collettori, il generatore ausiliario dovrà fornire il calore necessario a completare il riscaldamento.
Il solare termico funziona in inverno? Sì, ma quando la produzione solare non è sufficiente, il generatore ausiliario integra il calore mancante per portare l’acqua alla temperatura richiesta.
Temperatura dell’accumulo: estate vs inverno a confronto
Le prestazioni di un impianto solare termico variano in base a irraggiamento, dimensionamento e consumi: analizziamo il contributo medio di queste tecnologie nelle diverse stagioni.
| Periodo | Temperatura dell’accumulo | Copertura indicativa del fabbisogno ACS |
| Giugno-agosto | Può superare i 60°C nelle giornate favorevoli | Elevata, può coprire gran parte del fabbisogno |
| Marzo-maggio e settembre-ottobre | Variabile in base all’irraggiamento e ai consumi | Parziale o elevata, secondo le condizioni |
| Novembre-febbraio | Può limitarsi al preriscaldamento dell’acqua, a seconda delle condizioni dell’impianto | Generalmente inferiore, spesso è necessaria un’integrazione |
Occorre precisare che non esistono valori stagionali universali. Per gli usi domestici, l’acqua calda viene comunemente portata a circa 40-60°C, ma il raggiungimento di questa temperatura dipende dal sistema nel suo complesso e talvolta necessita di un’integrazione riscaldamento a supporto.
L’integrazione con caldaia a condensazione o pompa di calore
L’abbinamento del sistema solare termico con un generatore ausiliario rappresenta una soluzione vantaggiosa, poiché permette di sfruttare il calore solare disponibili e integrare solo l’energia mancante. I benefici dipendono dal dimensionamento, dalla configurazione dell’impianto e dalle condizioni di funzionamento.
Tra i principali vantaggi dell’integrazione del sistema con caldaia a condensazione o pompa di calore rientrano:
- Riduzione dei consumi di gas. In abbinamento a una caldaia a condensazione, il preriscaldamento dell’acqua tramite il solare termico può ridurre l’energia che la caldaia deve fornire e, di conseguenza, il consumo di gas;
- Riduzione dei consumi elettrici. Se integrato con una pompa di calore, il solare termico può diminuire il calore che la macchina deve produrre;
- Accumulo ben dimensionato. Un serbatoio progettato in funzione dei consumi e della superficie dei collettori aiuta a conservare parte del calore raccolto nelle ore più soleggiate, rendendolo disponibile successivamente, quando occorre;
- Regolazione corretta. Sonde e centralina aiutano a gestire il trasferimento di calore e l’intervento del generatore ausiliario, evitando funzionamenti non necessari.
Il sistema, per garantire questi vantaggi, deve essere progettato tenendo conto delle specifiche esigenze domestiche.
Collettori piani o tubi sottovuoto: quale tecnologia scegliere per l’inverno
Per poter scegliere quale soluzione garantisca migliori performance tra pannelli solari piani o tubi sottovuoto, occorre valutare alcune variabili: clima, esposizione, fabbisogno e budget. I collettori piani possono risultare più convenienti nelle zone climatiche miti e per la produzione di acqua calda sanitaria. I tubi sottovuoto, invece, risultano vantaggiosi nelle aree climatiche più fredde, poiché garantiscono minori dispersioni termiche.
Analizziamo le due alternative.
Collettori piani vetrati: caratteristiche e limiti con le basse temperature
I collettori piani vetrati presentano una superficie assorbente scura, protetta da un vetro o da una struttura isolata. Vengono impiegati per la produzione di acqua calda sanitaria e prevedono un investimento economico iniziale contenuto.
Le dispersioni, con le temperature esterne basse o vento, tendono ad aumentare soprattutto se il collettore deve raggiungere temperature elevate. Ciò può ridurre il rendimento dei collettori piani vetrati, ma un corretto dimensionamento e un’installazione a regola d’arte possono sopperire a tali problematiche.
Collettori a tubi sottovuoto: la soluzione ideale per il freddo intenso
I collettori solari sottovuoto presentano un assorbitore racchiuso all’interno di tubi, dai quali viene rimossa gran parte dell’aria. L’effetto isolante del vuoto limita le dispersioni di calore per conduzione e convezione, garantendo un rendimento superiore nei mesi invernali, nei climi freddi o quando sono necessarie temperature elevate.
Il solare termico può supportare il riscaldamento di casa?
Un impianto solare termico ben progettato può supportare il riscaldamento di un’abitazione: ma occorre distinguere tra produzione di acqua calda sanitaria e integrazione al riscaldamento. Un sistema dimensionato esclusivamente per l’acqua calda sanitaria, infatti, potrebbe non essere adeguato a soddisfare anche il fabbisogno termico degli ambienti.
È necessario integrare collettori e sistemi di accumulo adeguati, in abbinamento a una distribuzione compatibile con le temperature prodotte e un buon isolamento dell’edificio. Generalmente, il solare termico funziona in inverno, affiancando un generatore ausiliario, senza sostituirlo.
Il dimensionamento deve, inoltre, considerare la produzione stagionale e la gestione delle eccedenze estive, per limitare il rischio di surriscaldamento quando la richiesta di calore è ridotta.
La combinazione ideale: impianti radianti a pavimento
Gli impianti radianti a pavimento, a parete o a soffitto operano generalmente a temperature inferiori rispetto ai radiatori tradizionali. Ciò rende questi impianti particolarmente adatti all’integrazione con il solare termico, poiché il calore raccolto dai collettori a temperature relativamente basse può comunque contribuire al riscaldamento dell’abitazione.
I radiatori tradizionali richiedono temperature di mandata più elevate, pertanto il contributo solare può risultare più limitato, rendendo necessario un intervento più importante da parte del generatore ausiliario.
Manutenzione invernale sul tetto: neve, verifiche e sicurezza
Un impianto solare termico necessita, soprattutto nel periodo invernale, di un accurato piano di manutenzione pannelli: neve, vento e gelo potrebbero compromettere collettori, fissaggi e copertura. I controlli periodici permettono di individuare perdite, anomalie del circuito antigelo glicole e problematiche di impermeabilizzazione.
Tra le verifiche da programmare per mantenere in ottimo stato il sistema, troviamo:
- Controllo del circuito solare, individuando eventuali perdite e verificando la pressione del circuito;
- Verifica del fluido termovettore, controllando le condizioni del fluido e della protezione antigelo;
- Ispezione di collettori e fissaggi, verificando l’integrità di vetri, telai, collegamenti e supporti;
- Controllo della tenuta della copertura, verificando raccordi, punti di attraversamento ed eventuali segni di infiltrazione.
Pur aiutando a individuare anomalie evidenti, i controlli visivi da terra non possono sostituire le verifiche effettuati da un professionista. Scopriamo come comportarsi in caso di neve e quali precauzioni adottare per gli interventi sul tetto.
Cosa fare in caso di neve sui pannelli
Al termine di una nevicata intensa o di una forte perturbazione, occorre accertarsi che non vi siano vetri danneggiati, elementi spostati o segni di infiltrazione. In caso di anomalie, è bene richiedere un’ispezione professionale.
La neve, infatti, può ridurre le performance dei pannelli solari finché non si scioglie o scivola via. In presenza di ghiaccio, ciò significa attendere ulteriormente. Pertanto, in caso di neve sui pannelli è bene:
- Attendere se possibile lo scioglimento naturale;
- Non salire sul tetto per rimuovere la neve in autonomia;
- Evitare di utilizzare acqua bollente, utensili metallici e prodotti chimici;
- Richiedere tempestivamente un controllo professionale se neve o ghiaccio persistono, o qualora si sospettino danni.
La neve, inoltre, può influire anche sull’efficienza dei pannelli fotovoltaici: scopriamo le indicazioni utili per preservare la salute della tecnologia installata.
Accesso alla copertura e linee vita
Qualsiasi operazione da svolgere in altezza richiede misure di sicurezza adeguate: umidità, ghiaccio e vento aumentano il rischio di caduta. Pertanto, anche interventi apparentemente semplici, come la pulizia dei collettori, necessitano di una valutazione preventiva dei rischi e l’adozione di misure di protezione adeguate.
Da terra è possibile osservare anomalie evidenti, in alcuni casi, come elementi spostati, danni visibili o tracce di infiltrazione. Le verifiche di fissaggi, raccordi, impermeabilizzazione e dispositivi di sicurezza devono rigorosamente essere affidate a personale qualificato, che opera con protezioni e attrezzature professionali.
L’accesso alla copertura, in molti casi, può essere reso agevole e sicuro grazie all’impiego delle linee vita: questi sistemi di ancoraggio proteggono gli operatori dal rischio di caduta.
Incentivi fiscali e Conto Termico 3.0

L’installazione di un impianto solare termico può essere soggetta ad alcuni incentivi nel 2026, nel rispetto dei requisiti previsti. Tra le misure da valutare, rientrano alcune detrazioni fiscali per interventi di efficientamento energetico e il Conto Termico 3.0. Analizziamoli nei dettagli:
- Conto Termico 3.0. Questo incentivo, erogato direttamente dal GSE (Gestore Servizi Energetici), è dedicato ad alcuni interventi di efficienza energetica e produzione di calore da fonti rinnovabili. L’importo dell’incentivo e le modalità di accesso dipendono dall’intervento e dal beneficiario;
- Ecobonus. Questa detrazione fiscale, dedicata a determinati interventi di riqualificazione energetica degli edifici esistenti, può comprendere l’installazione di collettori solari termici per la produzione di acqua calda. Il bonus permette di recuperare una parte delle spese sostenute, con aliquote che dipendono dalla tipologia di immobile e di intervento;
- Bonus Ristrutturazioni. Questa detrazione fiscale è prevista per specifici interventi di recupero edilizio. La possibilità di utilizzarla per l’installazione di un impianto solare termico va valutata in base alla natura dei lavori e ai requisiti previsti per l’agevolazione.
Le misure non sono cumulabili sulle stesse spese: è bene verificare le condizioni di ciascun incentivo, le istruzioni fornite da GSE, ENEA e Agenzia dell’Entrate per individuare il bonus più pertinente.
Manutenzione e controlli in quota con EdiliziAcrobatica
Operare su elementi in altezza come collettori, fissaggi e coperture può risultare molto complesso, soprattutto su edifici con tetti dall’accesso difficile.
EdiliziAcrobatica utilizza tecniche di edilizia su fune per diversi interventi in quota, dalla manutenzione ai semplici controlli, passando per la pulizia dei pannelli fotovoltaici e solari. Il team opta per una metodologia che consente di raggiungere importanti vantaggi:
- Riduzione degli ingombri, grazie all’eliminazione di strutture temporanee ingombranti;
- Accesso mirato, poiché il lavoro su fune facilita il raggiungimento di punti specifici della facciata o della copertura;
- Flessibilità organizzativa, in quanto l’intervento può essere adattato alle caratteristiche dell’edificio;
- Attenzione alla sicurezza. Le operazioni vengono pianificate ed eseguite da personale specializzato, che impiega attrezzature e protezioni di sicurezza adeguate;
- Rapidità operativa. L’accesso diretto alle aree di intervento riduce le tempistiche di allestimento rispetto alle soluzioni tradizionali;
- Precisione degli interventi. La possibilità di raggiungere punti specifici della copertura o della facciata consente di concentrare le operazioni sulle aree interessate.
Un sopralluogo tecnico permette di valutare la fattibilità dell’intervento e le modalità operative più appropriate.
Richiedi un preventivo gratuito con EdiliziAcrobatica
Monitorare periodicamente lo stato della copertura e dei componenti del sistema solare termico permette di individuare criticità e problematiche, riducendo rischi di malfunzionamento e danni.
Richiedi un preventivo gratuito a EdiliziAcrobatica: sopralluogo tecnico, verifiche e lavori in quota a regola d’arte.
Domande frequenti sul solare termico in inverno

L’acqua nei pannelli solari rischia di ghiacciare?
L’acqua nei pannelli solari rischia di ghiacciare, se le temperature scendono sotto lo 0°C e l’impianto non dispone di adeguate protezioni. Tuttavia, il fluido termoconvettore situato negli impianti a circuito chiuso contiene glicole antigelo, che riduce il rischio di congelamento.
Quanti litri di acqua calda produce un pannello a gennaio?
Un pannello, nel mese di gennaio, può produrre indicativamente 35-50 litri di acqua al giorno per ogni m² di superficie captante, in condizioni di installazione favorevoli. La quantità effettiva dipende da irraggiamento, località, orientamento, inclinazione dei collettori e tecnologia impiegata.
Cosa accade se piove o nevica per più giorni consecutivi?
Quando piove o nevica per più giorni consecutivi, il solare termico funziona in inverno ma la produzione diminuisce: se il calore accumulato non è sufficiente, la pompa di calore o la caldaia andranno a sopperire.
Qual è l’inclinazione ottimale dei pannelli per l’inverno?
L’inclinazione ottimale dei pannelli per l’inverno dipende da località, orientamento e ombre. Una maggiore inclinazione può favorire la captazione invernale, ma va definita in base al fabbisogno annuale dell’impianto.


