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bonus-ristrutturazioni 2023

Attorno ai bonus e agli incentivi per le ristrutturazioni gravita sempre una certa confusione. Il motivo è duplice: da un lato le norme possono apparire complesse, a partire da quelle che disciplinano gli interventi ammessi; dall’altro il legislatore cambia spesso le carte in tavola.

A seconda delle esigenze macro-economiche, ma anche della sensibilità politica, i bonus vengono di anno in anno estesi, sottodimensionati, ritoccati sul piano procedurale e più squisitamente fiscale.

Vale dunque la pena fare un recap generale di quanto il governo ha predisposto per il 2023. Elencheremo i bonus ristrutturazioni ancora attivi, opereremo una distinzione tra quelli prorogati nella forma e nel contenuto, e quelli che invece hanno subito delle modifiche.

Bonus ristrutturazioni prorogati al 2023. Quali sono?

Rispondere a questa domanda è fondamentale per chi ha in mente di ristrutturare casa. In molti casi, infatti, la possibilità di intervenire sul proprio immobile dipende dai bonus e agli incentivi per le ristrutturazioni, dal risparmio che queste ultime garantiscono, dalla severità dei criteri di accesso.

Qui di seguito presentiamo una panoramica dei bonus ancora a disposizione, presentando l’ambito di intervento e precisando la natura delle proroga (totale o con modifiche).

  • Superbonus. E’ certamente il bonus più atteso, anche perché negli anni passati ha impresso una forte accelerazione alle ristrutturazioni edilizie. Per chi non lo sapesse, il Superbonus consente di intervenire massicciamente sugli immobili, a patto che si intervenga anche dal punto di vista energetico, prevalentemente con l’installazione del cappotto termico. Ebbene, il Superbonus è stato prorogato, ma è stato anche pesantemente ritoccato.
  • Ecobonus. Questo incentivo copre gli interventi in grado di migliorare la classe energetica di un immobile. E’ stato prorogato in toto, senza ritocchi.
  • Sismabonus. Stesso discorso per questo bonus, che è riservato agli interventi che migliorano la risposta degli immobili alle sollecitazioni fisiche.
  • Agevolazione fiscale per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Anche questo bonus è stato prorogato senza modifiche. Per inciso, è riservato agli interventi che eliminano gli ostacoli strutturali alla mobilità delle persone disabili: scale, gradini, marciapiedi etc, piani rialzati etc.
  • Agevolazione fiscale per le ristrutturazioni edilizie. E’ l’agevolazione più semplice, quella che propone l’aliquota inferiore (ma comunque alta) e che copre gli interventi di manutenzione straordinaria e le ristrutturazioni propriamente dette. Anch’essa è stata rinnovata senza alcuna modifica.

Agevolazioni e detrazioni fiscali inclusi nel bonus ristrutturazioni dal 2023

Vale la pena approfondire l’argomento, presentando alcuni dettagli, riguardanti le aliquote e i limiti che ciascun bonus pone in essere.

Partiamo proprio dal Superbonus, sul quale tra l’altro ci sarebbe molto da dire. Il legislatore, o per meglio dire l’esecutivo, ha imposto dei cambiamenti importanti sia per quanto concerne l’aliquota, e quindi l’effettivo potenziale di risparmio, sia per quanto concerne la procedura di recupero. In buona sostanza, l’aliquota passa dal 110% al 90%, mentre i periodi di imposta necessari a detrarre la spesa passano da 4 a 5.

Per quanto concerne gli altri bonus, non cambia nulla. L’ecobonus propone un’aliquota pari al 50 e al 65%, e una detrazione massima che varia dai 30mila ai 60mila, a seconda della natura dell’intervento. I periodi di imposta  necessari al completo godimento della tradizione sono dieci.

Anche il Sismabonus è stato confermato con le medesime regole degli anni passati. L’aliquota è pari al 50% se gli interventi determinano il passaggio di una sola classe di rischio sismico, mentre è pari all’70% se le classi sono due. Le aliquote però possono arrivare rispettivamente all’80% e all’85% se gli interventi riguardano non già edifici unifamiliari, ma i condomini. Per questo bonus il legislatore prevede un massimale di 96mila per singola unità e un orizzonte temporale (periodi di imposta necessari) di cinque anni.

Per quanto concerne l’agevolazione per l’abbattimento delle barriere architettoniche, è stata confermata la ricca detrazione IRPEF al 75%. Stesso discorso per il massimale, che è di 30-50mila euro e per l’orizzonte temporale, che è di 5 anni.

Non cambia nulla nemmeno per la “semplice” agevolazione fiscale per le ristrutturazioni edilizie: l’aliquota è al 50%, il massimale è 96mila, l’orizzonte temporale è pari a 10 anni.

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A chi spettano i bonus ristrutturazioni dal 2023?

Tra i pochi punti in comune tra i bonus ristrutturazioni spiccano i criteri di ammissioni riguardanti esclusivamente il richiedente. In buona sostanza, per accedere alle agevolazioni è necessario rientrare in una delle seguenti categorie:

  • Proprietario
  • Nudo proprietario
  • Titolare di un diritto reale di godimento (es. usufrutto/uso),
  • Inquilino
  • Comodatario

Fa eccezione il Superbonus, che prevede in aggiunta un requisito reddituale. Esso però riguardan un caso specifico. Il legislatore ha infatti prorogato le vecchie regole, ma solo per chi aveva già deliberato gli interventi e aveva già conseguito il 30% degli interventi al 30 settembre 2022. Ebbene, tale proroga, che scade comunque il 31 marzo 2023, è accessibile solo per chi ha un ISEE al di sotto dei 15mila euro.

Quali sono gli interventi di ristrutturazione ammessi?

Dunque, quali sono gli interventi coperti dai bonus ristrutturazone. Proporre una panoramica completa sarebbe impossibile, servirebbe un manuale. Possiamo però presentare gli interventi più frequento, bonus per bonus.

  • Superbonus. Interventi trainanti (obbligatori): installazione cappotto termico su almeno il 25% delle superfici opache, installazione di caldaie e impianti ad alta efficienza. Interventi trainanti (facoltativi ma includibili): sostituzione di serramenti e infissi; impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo.
  • Ecobonus. Interventi di coibentazione, sostituzione di impianti di climatizzazione con dispositivi ad alta efficienza, sostituzione di infissi e serramenti (a certe condizioni).
  • Sismabonus. Interventi sulle strutture, sul tetto e sui muri portanti che migliorano la resistenza dell’edificio alle sollecitazioni sismiche.
  • Agevolazione fiscale per l’abbattimento delle barriere architettoniche. Opere murarie o installazioni di dispositivi in grado di abbattere le barriere architettoniche: rampe, ascensori, montascale, servoscala etc.
  • Agevolazione fiscale per le ristrutturazioni edilizie. Interventi di varia natura ma che, in linea di massima, riguardano elementi portanti e strutturali (dunque vengono esclusi gli interventi alle finiture).

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