
Il cappotto termico interno rappresenta una soluzione efficace e molto diffusa per l’isolamento degli ambienti. Tuttavia, questa alternativa comporta sia dei vantaggi che dei rischi, adattandosi meglio ad alcune situazioni piuttosto che ad altre.
Scopriamo cos’è il cappotto termico interno, le tipologie, i materiali utilizzati per la sua realizzazione e alcune informazioni relative ai possibili costi, bonus e agevolazioni disponibili.
Cos’è un cappotto termico interno
Il cappotto termico interno consiste nell’applicazione di superfici con carattere isolante, in particolar modo di pannelli isolanti, all’interno dei locali. I pannelli isolanti vengono applicati lungo i muri che danno sugli spazi abitativi.
Il cappotto termico interno viene installato con l’obiettivo di ridurre gli scambi di calore esterno-interno e, pertanto, di diminuire i consumi per il riscaldamento e la climatizzazione, aumentando l’efficienza energetica dell’immobile.
Che spessore deve avere il cappotto termico per garantire ottime performance di isolamento all’appartamento? Per determinare lo spessore ideale, è importante eseguire un’analisi energetica in modo da evitare problematiche, tra cui la formazione di muffa o condensa.
In generale, lo spessore del cappotto termico interno dipende da diversi fattori, tra cui il materiale utilizzato per la sua realizzazione e le esigenze energetiche dell’edificio. Quando vengono applicati pannelli in polistirene estruso o poliuretano, lo spessore del cappotto termico interno varierà dai 4 ai 6 cm. In caso di materiali naturali, come la fibra di legno o il sughero, lo spessore aumenterà, raggiungendo gli 8-10 cm.
Questa soluzione rappresenta una valida alternativa al classico cappotto termico esterno, che, pur essendo più efficiente dal punto di vista termico ed energetico, risulta anche molto più complessa e costosa da implementare.
Come funziona il cappotto termico interno
Il cappotto termico interno crea una barriera tra l’ambiente interno e le superfici fredde delle pareti perimetrali. In questo modo, riduce il flusso termico, mantenendo più a lungo il calore all’interno dell’abitazione durante i mesi freddi, e migliorando il comfort termico anche in estate. La barriera isolante creata da questo sistema limita il trasferimento di calore tra l’interno dell’abitazione e l’esterno.
I pannelli vengono incollati direttamente lungo i muri o il soffitto che deve essere isolato, creando una sezione isolante uniforme e continua. Successivamente, i pannelli vengono ricoperti con una mano di fondo, quindi intonacati e infine rifiniti.
I materiali utilizzati per la realizzazione del cappotto termico interno, se traspiranti e correttamente installati, contribuiscono a prevenire la formazione della muffa e dell’umidità. Optare per un cappotto termico interno antimuffa consente di migliorare ulteriormente la qualità degli ambienti interni, garantendo un isolamento ottimale e un clima salubre.
Tipologie di cappotto termico interno
Il cappotto termico interno prevede la disposizione di pannelli isolanti capaci di creare una barriera termica che migliora il comfort abitativo. Tuttavia, esistono tipologie di cappotto termico interno che prevedono approcci alternativi, pensate appositamente per superare alcuni limiti strutturali. Scopriamo una panoramica completa di queste tipologie.
Cappotto termico interno con pannelli isolanti
Questa soluzione consta dell’applicazione di pannelli isolanti, spesso preaccoppiati con lastre di cartongesso, le quali fungono da supporto. I materiali utilizzati sono vari, anche se di solito si utilizza il sughero. Il “cappotto con pannelli” è pratico, facile da realizzare (è possibile addirittura applicare i pannelli in autonomia) e vanta uno spessore abbastanza ridotto, nell’ordine dei 7 centimetri. Tuttavia, non è esente da effetti collaterali, come il rischio condensa.
Cappotto termico interno con intelaiature e lastre
Questa soluzione consiste nella creazione di un’intelaiatura metallica a cui si agganciano delle lastre in cartongesso. Al suo interno, viene posto del materiale isolante, in genere lana di roccia o di vetro. Rappresenta una soluzione più efficace, che riduce il rischio condensa e consente di correggere difetti perimetrali, come la presenza delle pareti non a piombo. Tuttavia, si caratterizza per uno spessore notevole, quasi sempre superiore ai 10 centimetri.
Cappotto termico interno con contropareti
Questa tipologia consiste nella creazione di una vera e propria parete in cartongesso, al cui interno è montato un pannello isolante. Lo spessore può essere considerevole, in quanto tale metodologia viene applicata soprattutto quando vi è la necessità di risolvere problematiche specifiche, che vanno oltre il mero isolamento termico. Tra queste, vi è l’esigenza di aumentare la capacità la protezione dal fuoco, ottenibile mediante l’impiego di cartongessi ignifughi.
Materiali performanti per un cappotto termico interno
Per la creazione di un cappotto termico interno possono essere utilizzati numerosi materiali. Valutiamo i più utilizzati e performanti:
- Fibra di legno e sughero. Trattasi di materiali naturali che si caratterizzano per le loro ottime capacità isolanti. Vengono adoperati e apprezzati anche per la loro estetica. Tuttavia, vantano capacità limitate in termine di fonoassorbenza e riduzione del rischio condensa;
- Lana di roccia e di vetro. Questi materiali sono ultra-performanti e si caratterizzano per le alte capacità di fonoassorbenza e per una porosità minima. Inoltre, resistono molto bene al fuoco;
- Silicato di calcio. Le capacità di isolamento termico di questo materiale sono medie. Tuttavia, è un materiale sempre più utilizzato in quanto “multifunzione”, essendo traspirante e quindi capace di ridurre il rischio di muffa. Inoltre, contribuisce alla risoluzione dei ponti termici;
- Perlite espansa. Questo materiale di nuova concezione sta andando incontro a una crescente diffusione. Le sue capacità di isolamento termico sono buone, ma viene apprezzato soprattutto per la sua leggerezza e per gli spessori minimi.
Quanto costa un cappotto termico interno?

Il cappotto termico interno ha un costo minore rispetto al cappotto termico esterno, soprattutto perché l’intervento di applicazione interessa una superficie inferiore.
Sono numerose le variabili da considerare nella valutazione dei costi di tale intervento: il tipo di materiale isolante utilizzato, la complessità dell’intervento, la superficie da isolare e la località in cui vengono effettuati i lavori.
Innanzitutto, occorre valutare la tipologia di materiale impiegato per l’isolamento termico:
- Lana di roccia o lana di vetro, 30/40 euro al mq;
- Silicato di calcio, 28/32 euro al mq;
- Perlite espansa, 20/25 euro al mq;
- Fibra di legno, 40/80 euro al mq;
- Sughero, 50/70 euro al mq.
Oltre al costo del materiale, occorre aggiungere il costo legato alla manodopera, che oscilla generalmente dai 10 ai 30 euro al mq. Devono essere considerate, inoltre, le spese aggiuntive legate alla progettazione, all’esecuzione di perizie tecniche e per le pratiche burocratiche.
In linea generale, i costi per un intervento possono variare in base alla tecnica utilizzata:
- per il cappotto termico interno con pannelli isolanti, la spesa oscilla dai 30 ai 70 euro al mq;
- per il cappotto con intelaiatura a lastre, la spesa può variare dai 40 ai 90 euro al mq;
- per il cappotto con contropareti, i costi oscillano dai 50 ai 100 euro al mq.
Per poter avere un’idea precisa dei costi legati all’intervento, è consigliabile richiedere una consulenza e un preventivo a un’azienda specializzata e affidabile.
Vantaggi e problematiche di un isolamento termico interno con cappotto
Propendere per il cappotto termico interno può comportare una serie di vantaggi e di svantaggi. Nella lista dei benefici rientrano:
- Una buona efficienza. Le conseguenze dell’intervento dal punto di vista termico sono importanti e permettono di ridurre il consumo energetico. Ciò si traduce in un risparmio sulla bolletta;
- Non è necessario possedere titoli abilitativi o richiedere autorizzazioni. L’intervento, rispetto all’alternativa del cappotto termico esterno, propone un iter burocratico più agevole. Il cappotto termico interno può essere installato liberamente in quanto rientra nell’edilizia libera. Non occorre richiedere il permesso al condominio né ricevere l’approvazione dall’assemblea condominiale;
- Il costo relativamente ridotto. Un vantaggio importante, soprattutto quando si confrontano le due alternative.
Questa soluzione, allo stesso tempo, presenta degli svantaggi. In particolare:
- Alcune tipologie di cappotto interno favoriscono la condensa. L’applicazione dei pannelli può generare un effetto “tappo”, che produce pertanto una sorta di condensa interstiziale;
- È una soluzione meno efficiente rispetto al cappotto esterno. Il cappotto interno copre una superficie inferiore, lasciando scoperti alcuni punti disperdenti. La soluzione è procedere con un isolamento sì interno, ma completo e sistemico, che coinvolga tetto e sottotetto. Inoltre, la coibentazione è più scarsa in quanto interviene in una fase tardiva, quando è già avvenuto uno scambio di calore;
- Riduce lo spazio calpestabile. Trattasi dello svantaggio più importante, soprattutto perché incide sull’esperienza abitativa. Tutte le tipologie di cappotto interno riducono lo spazio disponibile, nonostante alcune siano più invasive di altre.
Il cappotto termico interno può causare la creazione della muffa? Quando non viene garantita la corretta traspirabilità, o quando l’installazione del cappotto interno non viene eseguita con perizia e accuratezza, questa soluzione potrebbe favorire la formazione della muffa.
Per evitare questo scenario è fondamentale utilizzare materiali traspiranti, applicare una barriera al vapore laddove necessario, e assicurare una ventilazione adeguata agli ambienti.
Cappotto termico interno: permessi comunali
Generalmente, l’installazione di un cappotto interno non richiede permessi comunali, in quanto l’intervento non modifica l’aspetto esteriore dell’edificio. Tuttavia, è sempre bene verificare le normative locali, soprattutto nel caso di edifici sottoposti a vincoli storici o paesaggistici.
Cappotto termico interno o esterno? Quando preferire uno all’altro
Meglio un cappotto termico interno o esterno (come scegliere)? La risposta non è univoca, in quanto dipende da numerosi fattori.
In particolare, si può affermare che il cappotto interno rappresenta la soluzione più indicata nel caso in cui:
- L’immobile è abbastanza grande e la riduzione dello spazio calpestabile non rappresenta un problema;
- L’immobile vanta un basso rischio condensa/muffa ed è in grado di sopportare l’applicazione di pannelli o lastre al suo interno;
- L’assemblea si oppone alle soluzioni alternative. A causa dei costi elevati, l’assemblea condominiale potrebbe rigettare l’ipotesi del cappotto esterno. Pertanto, il singolo proprietario deve necessariamente procedere con l’installazione del cappotto interno, che riguarda solo e soltanto la sua abitazione.
In generale, mentre il cappotto termico interno rappresenta un’ottima alternativa per gli interventi svolti in un appartamento, presso edifici vincolati o per l’esecuzione di interventi rapidi, il cappotto esterno rimane la soluzione più indicata per ridurre efficacemente i ponti termici, soprattutto all’interno di edifici unifamiliari o indipendenti.
Bonus e agevolazioni disponibili
Il Governo italiano, per questa tipologia di intervento, consente l’accesso a diversi incentivi. In particolare:
- Il Superbonus. Questa agevolazione prevede un’aliquota del 65% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2025. Per poter accedere al Superbonus, l’intervento di isolamento termico deve riguardare oltre il 25% delle superfici opache dell’edificio;
- l’Ecobonus. Prevede una detrazione del 50% per le spese sostenute per la realizzazione del cappotto termico interno, con un limite massimo di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare;
- Il Bonus Ristrutturazioni. Questo bonus prevede una detrazione del 50%, con un tetto di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione è suddivisa in 10 rate annuali di pari importo;
- Il Sismabonus. Consente di accedere a una detrazione del 50% per le spese sostenute, con un limite di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. La detrazione è ripartita in 5 quote annuali di pari importo. È particolarmente utile quando l’intervento di isolamento termico si abbina alla riduzione del rischio sismico.
L’attenzione al tema dei costi è più che legittima. Tuttavia, la questione qualità è più importante. È possibile sfruttare al massimo i vantaggi del cappotto interno e superarne i limiti solo affidandosi a un’impresa edile competente: un’impresa come Acrobatica.
Contatta subito i professionisti per valutare la tipologia di intervento di isolamento termico più adeguata alle tue esigenze.