
La copertura del tetto è un elemento essenziale dell’edificio. Oltre a difendere la casa dagli agenti atmosferici, la copertura del tetto contribuisce alla sicurezza, all’efficienza energetica e alla durata della struttura.
Differenti le tipologie di coperture per tetti: come scegliere la più adatta alle proprie esigenze? Scopriamo informazioni e consigli utili.
Cosa sono le coperture per tetti
Per copertura del tetto si intende l’insieme degli elementi utili a chiudere la parte superiore dell’edificio, proteggendolo dagli agenti atmosferici. Dal punto di vista tecnico, la copertura del tetto non rappresenta esclusivamente il manto esterno, ma un sistema composto da più strati che operano sinergicamente per garantire un’ottima impermeabilizzazione, l’isolamento termico, il comfort interno e la stabilità strutturale.
Le funzioni principali della copertura del tetto riguardano la protezione della superficie dagli agenti atmosferici, la riduzione delle dispersioni di calore in inverno e il surriscaldamento in estate. Tali sistemi, inoltre, smaltiscono correttamente l’umidità e garantiscono resistenza a carichi meccanici.
Per comprendere pienamente cos’è una copertura, occorre conoscere quali siano gli elementi che compongono il sistema tetto, ovvero:
- Struttura portante in legno, acciaio, cemento armato, la quale sostiene l’intero sistema;
- Strati funzionali, come gli strati di isolamento termico, barriera al vapore, membrana impermeabile ed eventuale camera di ventilazione;
- Manto di copertura, ovvero lo strato esterno visibile. Generalmente, viene realizzato in coppi, tegole, ardesia, lamiere grecate, fibrocemento, pannelli sandwich o membrane bituminose;
- Elementi di lattoneria come grondaie e scossaline, utili al corretto convogliamento delle acque.
Una copertura ben progettata contribuisce, in modo decisivo, sia alla durata dell’edificio che alla qualità degli ambienti interni.
Classificazione delle coperture per tipologia di manto
Le coperture per tetti presentano un manto impermeabile che assicura una buona tenuta all’acqua. In base alla continuità del manto, è possibile classificare le coperture del tetto, che possono essere continue o discontinue. Valutiamo le due tipologie nel dettaglio.
Coperture continue
Le coperture continue presentano un manto impermeabile continuo, privo di giunti aperti. La superficie, completamente omogenea, garantisce massima tenuta all’acqua grazie alla continuità del materiale e non alla pendenza del tetto. Le coperture continue vengono impiegate soprattutto sui tetti piani o con inclinazione ridotta (inferiore al 5%).
Tra le coperture continue rientrano diverse tipologie di sistemi:
- Membrana o guaina bituminosa, tra le soluzioni più idonee per le coperture piane e i lastrici solari;
- Membrane sintetiche in PVC o altri polimeri, le quali vengono saldate tra loro;
- Lamiere metalliche posate in modo continuo e sigillate.
Tali sistemi assicurano un’elevata impermeabilizzazione, ma necessitano di un intervento di posa estremamente accurato e di una manutenzione periodica utile a prevenire possibili infiltrazioni.
Coperture discontinue
Le coperture discontinue vengono realizzate mediante la sovrapposizione di elementi, presentando soluzioni di continuità tra un pezzo e l’altro. Queste coperture proteggono il tetto dall’acqua soprattutto grazie alla pendenza della superficie, la quale permette un corretto deflusso verso la gronda.
Le coperture discontinue vengono utilizzate soprattutto nel caso di tetti a falde. Necessitano di una pendenza adeguata e vengono realizzate in tegole in laterizio o cemento, oppure coppi, ardesia, lamiere grecate o pannelli coibentati.
Le coperture discontinue rappresentano soluzioni molto diffuse nell’edilizia residenziale, in quanto sanno garantire funzionalità, durata ed estetica.
Tipologie di coperture per forma del tetto

Le coperture per tetti vengono classificate anche in base alla geometria e alla pendenza della struttura. La forma del tetto, infatti, influisce sostanzialmente sul deflusso delle acque, sull’estetica dell’edificio e sui materiali più idonei alla realizzazione delle coperture. Scopriamo le coperture più comuni progettate in base alla forma del tetto.
Tetto piano
Il tetto piano, tipico dell’architettura moderna e di edifici industriali/direzionali, presenta una pendenza molto ridotta. Necessita di un manto impermeabile continuo per poter convogliare l’acqua piovana verso i sistemi di drenaggio. È fondamentale, inoltre, una progettazione accurata degli scarichi in modo da evitare ristagni.
Tetto a falde
Il tetto a falde, una delle soluzioni più diffuse in ambito residenziale, può essere monofalda, a capanna o a più falde. In tal caso, la pendenza del tetto determina la scelta del manto: maggiore è l’inclinazione, più semplice sarà utilizzare coperture discontinue. Il tetto a falde favorisce il deflusso naturale dell’acqua e della neve, riducendo il rischio di infiltrazioni.
Tetto a padiglione
Il tetto a padiglione, simile al tetto a falde, presenta tutte le superfici inclinate verso l’esterno. Può avere quattro falde con colmo centrale, oppure falde che convergono in un unico punto. Questo tetto assicura una buona resistenza al vento e un’equilibrata distribuzione dei carichi.
Tetto a mansarda
Il tetto a mansarda è caratterizzato da falde spezzate, con due diverse inclinazioni: una più ripida nella parte inferiore, l’altra più dolce nella parte superiore. Tale conformazione consente di ottenere spazi maggiormente abitabili nel sottotetto, migliorando la fruibilità degli ambienti interni.
Tetto curvo
Il tetto curvo, poco diffuso nell’edilizia residenziale, presenta una superficie ad arco. Viene impiegato soprattutto in edifici industriali, strutture speciali o nelle architetture di design.
Materiali per coperture: caratteristiche e vantaggi
Il materiale di copertura influenza in modo decisivo le performance di protezione, le prestazioni di isolamento termico, ma anche l’estetica e la durata del tetto. I principali materiali di copertura per tetti sono:
- Laterizio, in tegole o coppi. Altamente resistente agli agenti atmosferici, durevole, traspirante. Garantisce una buona inerzia termica e una resa estetica classica;
- Ardesia. Questa pietra naturale, impermeabile, durevole e resistente nel tempo, presenta un aspetto elegante ma comporta costi di posa elevati;
- Fibrocemento. Un materiale leggero, resistente, impiegato in ambito industriale o per coperture tecniche;
- Lamiere grecate. Una soluzione leggera, veloce da installare, utilizzata sia per coperture continue che discontinue. Assicura una buona resistenza meccanica e semplicità di manutenzione;
- Guaina o membrana bituminosa. Ideale per i tetti piani e le coperture continue, garantisce un’ottima impermeabilizzazione e una buona durata. Tuttavia, necessita di controlli periodici;
- PVC e membrane sintetiche. Questi materiali, leggeri e flessibili, sono estremamente resistenti agli agenti atmosferici e chimici. Vengono utilizzati soprattutto per coperture piane o a bassa tendenza;
- Policarbonato. Un materiale semitrasparente o trasparente, che consente il passaggio della luce naturale, adatto a coperture leggere, verande o pensiline;
- Pannelli sandwich. Questi pannelli compositi presentano un’anima isolante interna che assicura buone prestazioni di isolamento termico, leggerezza e rapidità di posa.
Principali tipologie di tegole e coppi
Le coperture discontinue sfruttano la pendenza del tetto, mediante elementi sovrapposti, per garantire il deflusso dell’acqua. Per poter scegliere la tipologia di tegole e coppi è importante valutare diversi fattori: inclinazione, clima, vincoli architettonici, estetica.
Le principali tipologie di elementi disponibili per la creazione di coperture continue sono:
- Coppi, in laterizio a sezione curva. Garantiscono una buona ventilazione naturale e un forte impatto estetico, pur necessitando di una posa accurata;
- Tegole marsigliesi. Queste tegole, piane in laterizio, sono munite di incastri laterali e superiori. Offrono un’elevata impermeabilizzazione, presentano una superficie regolare e vengono posate più rapidamente dei coppi;
- Tegole portoghesi. Presentano una parte piana e una curva, unendo l’estetica del coppo con una maggiore semplicità di posa, grazie agli incastri laterali;
- Tegole in cemento. Più pesanti delle tegole in laterizio, resistono meglio ad agenti atmosferici e gelo;
- Tegole canadesi (bituminose). Realizzate con strati di bitume e fibra di vetro, queste tegole sono leggere e flessibili, ideali per tetti dalle forme complesse o a falde irregolari;
- Tegole piane o scandole. Questi elementi piatti vengono usati soprattutto su tetti con forte pendenza. Possono essere in ardesia, laterizio, cemento o fibrocemento.
Criteri di scelta della copertura

Per poter scegliere adeguatamente tra i diversi tipi di coperture per tetti, occorre valutare diversi fattori tecnici, estetici e funzionali:
- Forma del tetto. La geometria del tetto influenza il deflusso dell’acqua e la possibilità di installare coperture discontinue o continue;
- Pendenze e inclinazione. I materiali devono essere scelti in base alla pendenza. I tetti inclinati permettono l’uso di tegole o coppi, mentre i tetti piani necessitano di membrane impermeabili;
- Condizioni climatiche. Nelle zone fredde è fondamentale una copertura resistente al gelo, mentre nelle zone calde si opterà per un sistema capace di riflettere egregiamente il calore;
- Isolamento termico. In base alle esigenze isolanti, è bene scegliere un sistema capace di ridurre le dispersioni in inverno e il surriscaldamento in estate;
- Impermeabilizzazione. Materiali e stratigrafie della copertura devono essere adeguate alla forma e alla pendenza del tetto per garantire una protezione contro acqua e infiltrazioni;
- Durata e manutenzione. Alcuni materiali, come laterizio e ardesia, necessitano di poca manutenzione mentre altri, come membrane sintetiche o PVC, richiedono controlli periodici;
- Estetica. Il tetto contribuisce all’identità visiva dell’edificio. La copertura deve armonizzarsi con l’architettura e il contesto circostante;
- Budget. Deve includere il costo di materiali, della posa e della futura manutenzione;
- Normative edilizie e vincoli architettonici. In alcune aree i vincoli impongono specifici colori, materiali o forme di copertura;
- Sicurezza e resistenza al fuoco. In alcune zone occorre scegliere materiali ignifughi o con certificazioni antincendio.
Isolamento e sistemi di ventilazione
L’isolamento termico del tetto rappresenta una risposta indispensabile per ridurre le dispersioni di calore in inverno, limitando il surriscaldamento estivo e migliorando il comfort abitativo. Una buona coibentazione contribuisce a diminuire i consumi energetici fino al 40%. Se integrata a sistemi di isolamento acustico, la soluzione protegge l’edificio anche dall’eccessivo rumore.
I sistemi di isolamento e ventilazione più comuni sono:
- Tetto caldo (tetto non ventilato). Questo sistema prevede il posizionamento dell’isolante sopra la struttura portante e sotto il manto impermeabile. Un’alternativa compatta, ideale per tetti piani o a bassa pendenza;
- Tetto freddo (tetto ventilato). Lo strato isolante viene collocato sotto la struttura, con una camera d’aria tra isolamento e manto di copertura. La ventilazione naturale consente di ridurre calore e umidità, diminuendo il surriscaldamento estivo. Il tetto freddo viene impiegato nei tetti a falde, in aree dal clima caldo o temperato;
- Tetto rovescio (variante del tetto caldo). L’isolante viene posizionato sopra la membrana impermeabile e spesso zavorrato (con ghiaia). Il sistema protegge il manto dalle escursioni termiche e dai danni meccanici. Viene usato su tetti piani calpestabili, terrazze o coperture praticabili.
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