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pompa di calore

Nel contesto della transizione energetica europea e degli obiettivi di neutralità climatica al 2050, il Conto Termico 3.0 si afferma nel 2026 come uno degli strumenti più incisivi per sostenere la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio e la diffusione di tecnologie rinnovabili per la produzione di energia termica.

In particolare, la nuova versione dell’incentivo amplia il perimetro degli interventi, introducendo semplificazioni procedurali e rafforzando l’integrazione con modelli energetici distribuiti, rendendo l’incentivo particolarmente strategico per imprese, private o pubbliche, e soggetti del terzo settore.

Cos’è il Conto Termico 3.0

Il Conto Termico 3.0 è un meccanismo di incentivazione pubblica gestito dal Gestore dei Servizi Energetici (GSE) che promuove interventi di efficientamento energetico e produzione di energia termica da fonti rinnovabili attraverso contributi a fondo perduto.

Si tratta di uno strumento centrale nella politica energetica italiana, in quanto agisce su due leve fondamentali della decarbonizzazione: la riduzione dei consumi energetici e la sostituzione delle fonti fossili con tecnologie a basse emissioni.

Dal punto di vista operativo, il meccanismo si basa sulla restituzione di una quota delle spese sostenute per specifici interventi, con percentuali che variano in funzione della tipologia di tecnologia installata, delle prestazioni energetiche raggiunte e della categoria di beneficiario.

A differenza delle detrazioni fiscali, che richiedono la ripartizione del beneficio su più anni e una sufficiente capienza fiscale, il Conto Termico consente di ottenere liquidità in tempi relativamente brevi, migliorando la sostenibilità finanziaria degli investimenti ad esso associati.

Il budget annuo disponibile riportato dal GSE, pari a circa 900 milioni di euro, è suddiviso tra soggetti privati e pubbliche amministrazioni, con una dotazione rispettivamente di 500 milioni e 400 milioni di euro.

Quando è entrato in vigore

Il passaggio dal Conto Termico 2.0 alla versione 3.0 è il risultato di un percorso di aggiornamento normativo avviato a seguito delle nuove direttive europee in materia di energia e clima.

Tra il 2024 e il 2025 il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha lavorato alla revisione del meccanismo, con l’obiettivo di renderlo più coerente con gli obiettivi del Green Deal europeo e del pacchetto Fit for 55.

Nel 2026 il Conto Termico 3.0 risulta pienamente operativo, grazie alla pubblicazione delle nuove regole applicative da parte del GSE e all’aggiornamento della piattaforma digitale PortalTermico.

Novità del Conto Termico 3.0 rispetto alla versione 2.0

L’aggiornamento alla versione 3.0 introduce una serie di innovazioni che incidono sia sul piano operativo che su quello strategico, con l’obiettivo di aumentare l’efficacia dello strumento e ampliarne l’impatto.

Una delle principali novità riguarda l’estensione della platea dei beneficiari, che ora include esplicitamente gli enti del terzo settore e le comunità energetiche rinnovabili, una scelta questa che riflette l’importanza crescente dei modelli energetici decentralizzati e partecipativi, in cui cittadini, imprese e organizzazioni locali collaborano per la produzione e la gestione dell’energia.

Sul fronte degli interventi, il Conto Termico 3.0 amplia le tecnologie incentivabili, includendo soluzioni innovative come i sistemi di accumulo termico e favorendo l’integrazione tra diversi sistemi energetici.

Un ulteriore elemento di rilievo è rappresentato dalla semplificazione delle procedure di accesso, ottenuta attraverso la digitalizzazione completa del processo e l’introduzione di modelli standardizzati per la presentazione delle richieste. Ciò si traduce in una riduzione dei tempi di istruttoria e in una maggiore trasparenza del sistema.

Infine, il rafforzamento delle percentuali di incentivo per alcune tipologie di intervento, in particolare quelli ad alta efficienza energetica, rende il meccanismo ancora più attrattivo, soprattutto in un contesto caratterizzato da elevata volatilità dei prezzi dell’energia.

Chi può accedere agli incentivi

Il Conto Termico 3.0 si distingue per un approccio inclusivo che consente a diverse categorie di soggetti di accedere agli incentivi, favorendo una diffusione capillare degli interventi sul territorio.

Pubbliche Amministrazioni

Le Pubbliche Amministrazioni rappresentano uno dei principali driver del Conto Termico 3.0, sia per il volume di patrimonio immobiliare gestito sia per il potenziale di riduzione dei consumi energetici. Il settore pubblico italiano è caratterizzato, infatti, da edifici spesso datati e inefficienti, con elevati costi di gestione energetica.

Il meccanismo consente alle PA di attivare interventi anche complessi e integrati, beneficiando di condizioni particolarmente favorevoli, tra cui incentivi che possono arrivare fino al 100% della spesa ammissibile per specifiche tipologie di intervento.

Questo aspetto rende il Conto Termico uno strumento estremamente efficace per:

  • riqualificare scuole, ospedali ed edifici pubblici 
  • ridurre la spesa energetica della pubblica amministrazione 
  • migliorare il comfort e la qualità degli ambienti 
  • contribuire al raggiungimento degli obiettivi climatici nazionali 

Un ulteriore vantaggio è rappresentato dalla possibilità di accedere alla modalità di prenotazione dell’incentivo, che consente alle PA di ottenere una copertura finanziaria già nella fase di pianificazione, riducendo i vincoli di bilancio e facilitando l’avvio degli interventi.

Soggetti privati

I soggetti privati costituiscono una componente essenziale per la diffusione su larga scala degli interventi incentivati, in quanto rappresentano la quota più ampia del patrimonio edilizio nazionale.

Il Conto Termico 3.0 si rivolge a una platea articolata che include:

  • persone fisiche 
  • condomìni 
  • imprese, incluse PMI e grandi aziende 

In questo ambito, il meccanismo incentiva interventi finalizzati al miglioramento delle prestazioni energetiche degli edifici e degli impianti, favorendo la sostituzione di tecnologie obsolete con soluzioni più efficienti e sostenibili, come pompe di calore e sistemi di climatizzazione avanzati.

Per i soggetti privati, il Conto Termico rappresenta un’opportunità particolarmente interessante per diversi motivi:

  • consente un recupero rapido dell’investimento grazie all’erogazione diretta 
  • riduce i costi energetici nel medio-lungo periodo 
  • aumenta il valore immobiliare degli edifici 
  • migliora la classe energetica e il comfort abitativo 

Per le imprese, inoltre, l’accesso agli incentivi può tradursi in un miglioramento della competitività, attraverso la riduzione dei costi operativi e l’allineamento agli standard ESG sempre più richiesti dal mercato.

Enti del Terzo Settore

L’inclusione degli enti del terzo settore rappresenta una delle innovazioni più significative del Conto Termico 3.0, introducendo una dimensione sociale all’interno del meccanismo di incentivazione. Rientrano in questa categoria organizzazioni non profit, cooperative sociali, fondazioni e altri enti che operano in ambito sociale, sanitario e culturale.

Questi soggetti gestiscono spesso strutture energivore, come centri assistenziali, comunità e spazi aggregativi, che necessitano di interventi di riqualificazione per migliorare l’efficienza e ridurre i costi di gestione.

Attraverso il Conto Termico, tali organizzazioni possono:

  • migliorare le prestazioni energetiche delle proprie strutture 
  • ridurre i costi operativi e liberare risorse per attività sociali 
  • contribuire attivamente alla transizione energetica 
  • accedere a tecnologie sostenibili altrimenti difficilmente finanziabili 

L’accesso agli incentivi per il terzo settore assume quindi una duplice valenza, economica e sociale, in quanto consente di coniugare sostenibilità ambientale e impatto sociale, rafforzando il ruolo di queste organizzazioni all’interno dei territori.

Comunità Energetiche Rinnovabili

Le comunità energetiche rinnovabili rappresentano una delle innovazioni introdotte nel Conto Termico 3.0, coerentemente con l’evoluzione del sistema energetico verso modelli distribuiti e partecipativi.

Nel perimetro del Conto Termico, le comunità energetiche possono accedere agli incentivi per interventi legati alla produzione e all’uso efficiente dell’energia termica, contribuendo a rafforzare la sostenibilità energetica a livello locale.

Dal punto di vista operativo, l’accesso agli incentivi avviene nel rispetto dei requisiti previsti per gli altri beneficiari, con alcune specificità legate alla natura collettiva del soggetto.

In particolare, assumono rilievo:

  • la configurazione giuridica della comunità 
  • la prossimità geografica tra i membri 
  • la presenza di impianti condivisi 
  • la tracciabilità dei flussi energetici 

L’integrazione delle comunità energetiche nel Conto Termico amplia quindi il raggio d’azione del meccanismo, consentendo di sostenere non solo interventi individuali, ma anche iniziative collettive che migliorano l’efficienza del sistema energetico nel suo complesso, pur mantenendo una struttura di accesso e incentivazione coerente con quella prevista per gli altri soggetti beneficiari.

Tabella riassuntiva dei beneficiari:

TipologiaDescrizioneRuolo nel meccanismo
Pubbliche AmministrazioniEnti pubblici con patrimonio edilizio energivoroInterventi su larga scala con incentivi elevati
Privati (persone fisiche, condomìni, imprese)Soggetti residenziali e produttiviEfficientamento e riduzione dei costi energetici
Enti del Terzo SettoreOrganizzazioni non profit e socialiSviluppo sostenibile e servizi alla comunità
Comunità Energetiche RinnovabiliAggregazioni locali per produzione e autoconsumoModelli energetici decentralizzati

Interventi ammessi e incentivati

Gli interventi finanziabili attraverso il Conto Termico 3.0 si articolano lungo due direttrici principali, che riflettono in modo diretto le priorità della politica energetica nazionale ed europea: da un lato la riduzione dei fabbisogni energetici degli edifici, dall’altro la progressiva sostituzione delle fonti fossili con sistemi basati su energie rinnovabili per la produzione di calore.

Il meccanismo è progettato per incentivare interventi ad alto impatto, in grado di generare un miglioramento misurabile delle prestazioni energetiche e una riduzione concreta delle emissioni climalteranti, privilegiando soluzioni tecnologiche efficienti, integrate e conformi ai requisiti tecnici definiti dal GSE.

Efficientamento energetico degli edifici

La prima macro categoria riguarda tutti gli interventi finalizzati a ridurre il fabbisogno energetico degli edifici esistenti, agendo sia sull’involucro edilizio sia sugli impianti.

Questo ambito rappresenta una leva fondamentale, in quanto la riduzione della domanda energetica costituisce il primo passo per migliorare l’efficienza complessiva del sistema.

In particolare, il Conto Termico incentiva interventi che consentono di limitare le dispersioni termiche e ottimizzare l’utilizzo dell’energia, tra cui:

  • isolamento termico delle superfici opache verticali e orizzontali 
  • sostituzione di infissi e serramenti con soluzioni ad alta efficienza 
  • installazione di schermature solari e sistemi di ombreggiamento 
  • riqualificazione o sostituzione di impianti di climatizzazione invernale esistenti 

Questi interventi, se progettati in modo integrato, permettono di ottenere benefici rilevanti sotto diversi profili. Da un lato, migliorano il comfort degli ambienti interni, riducendo sbalzi di temperatura e fenomeni di dispersione; dall’altro, consentono una significativa riduzione dei consumi energetici, con conseguente abbattimento dei costi in bolletta e incremento del valore dell’immobile.

Inoltre, l’efficientamento dell’involucro rappresenta spesso un prerequisito per massimizzare l’efficacia degli impianti rinnovabili, creando le condizioni ottimali per un sistema energetico più efficiente e sostenibile.

Produzione di energia termica da fonti rinnovabili

La seconda macro categoria comprende gli interventi finalizzati alla produzione di energia termica da fonti rinnovabili, con l’obiettivo di sostituire progressivamente i sistemi tradizionali alimentati da combustibili fossili.

In questo ambito, il Conto Termico 3.0 incentiva l’installazione di tecnologie ad alta efficienza, tra cui:

  • pompe di calore elettriche, a gas o geotermiche 
  • impianti solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria e integrazione al riscaldamento 
  • caldaie e generatori a biomassa 
  • sistemi ibridi che combinano più tecnologie 

Le pompe di calore rivestono un ruolo centrale, in quanto consentono di sfruttare fonti rinnovabili ambientali, come aria, acqua o suolo, garantendo elevati livelli di efficienza energetica.

Sistemi di accumulo termico e integrazione impiantistica

Tra gli elementi di maggiore innovazione del Conto Termico 3.0 rientra l’inclusione dei sistemi di accumulo termico, che consentono di immagazzinare l’energia prodotta e utilizzarla in momenti successivi, migliorando la gestione dei carichi energetici e aumentando l’efficienza complessiva degli impianti.

Questi sistemi risultano particolarmente rilevanti in contesti caratterizzati da produzione intermittente o variabile, in quanto permettono di:

  • ottimizzare l’utilizzo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili 
  • ridurre i picchi di consumo e la dipendenza dalla rete 
  • migliorare la continuità del servizio energetico 
  • aumentare la flessibilità del sistema impiantistico 

L’integrazione tra interventi di efficientamento e sistemi di produzione e accumulo rappresenta quindi un approccio sempre più centrale nel Conto Termico 3.0, orientato a favorire soluzioni energetiche complete, scalabili e ad alte prestazioni.

Requisiti tecnici e documentali per l’accesso

dettaglio pompa di calore con mani di un tecnico

L’accesso agli incentivi è subordinato al rispetto di requisiti tecnici stringenti, finalizzati a garantire l’efficacia degli interventi e la corretta allocazione delle risorse pubbliche.

Gli impianti e i componenti installati devono essere conformi alle normative vigenti e certificati secondo standard riconosciuti a livello nazionale ed europeo. È inoltre necessario dimostrare il raggiungimento di specifici livelli di prestazione energetica, attraverso documentazione tecnica e asseverazioni redatte da professionisti abilitati.

Dal punto di vista documentale, il beneficiario deve fornire una serie di elementi che attestino la realizzazione dell’intervento e le spese sostenute, tra cui fatture, bonifici e schede tecniche. In alcuni casi, soprattutto per interventi di maggiore entità, è richiesto l’Attestato di Prestazione Energetica, che consente di valutare il miglioramento conseguito in termini di efficienza.

La qualità della documentazione rappresenta un elemento cruciale per il buon esito della richiesta, in quanto eventuali incongruenze o carenze possono determinare il rigetto della domanda o la riduzione dell’incentivo.

Percentuali di incentivo e massimali

Il sistema di incentivazione del Conto Termico 3.0 è strutturato in modo da premiare gli interventi più efficienti e con maggiore impatto ambientale, attraverso percentuali di contributo che possono raggiungere livelli elevati.

Per i soggetti privati, gli incentivi coprono generalmente fino al 65% delle spese ammissibili per interventi di installazione di impianti a fonti rinnovabili, come pompe di calore e sistemi solari termici. In caso di interventi sull’involucro edilizio, le percentuali risultano più contenute, ma comunque significative.

Nel caso della Pubblica Amministrazione, il meccanismo prevede condizioni particolarmente vantaggiose, con la possibilità di coprire fino al 100% dei costi per interventi integrati di riqualificazione energetica. 

I massimali di spesa variano in funzione della tipologia di intervento e della dimensione dell’impianto, con limiti definiti nelle regole applicative del GSE.

Modalità di erogazione dell’incentivo

Uno degli elementi più apprezzati del Conto Termico è la modalità di erogazione dell’incentivo, che avviene direttamente tramite bonifico bancario da parte del GSE. Questo approccio consente di evitare le complessità legate alle detrazioni fiscali e garantisce una maggiore certezza dei flussi finanziari.

A seconda dell’importo, il contributo può essere erogato in un’unica soluzione oppure suddiviso in rate annuali, generalmente fino a un massimo di cinque anni. I tempi di erogazione sono relativamente contenuti e si attestano mediamente tra due e sei mesi dall’approvazione della richiesta, rendendo il meccanismo particolarmente efficiente.

Come fare domanda: guida al PortalTermico 3.0

L’accesso agli incentivi del Conto Termico 3.0 avviene esclusivamente attraverso il PortalTermico, la piattaforma digitale del Gestore dei Servizi Energetici progettata per gestire l’intero ciclo di vita della richiesta, dalla presentazione della domanda fino all’erogazione del contributo.

La procedura, pur essendo stata semplificata rispetto alle versioni precedenti, richiede un’attenta preparazione della documentazione tecnica e amministrativa, nonché una corretta configurazione dei dati inseriti, in quanto eventuali errori possono determinare ritardi nell’istruttoria o, nei casi più critici, il rigetto della domanda.

È importante distinguere, in via preliminare, tra due modalità di accesso previste dal meccanismo:

  • La prima è l’accesso diretto, che rappresenta la modalità più diffusa e consente di presentare la richiesta a lavori conclusi, entro 60 giorni dalla fine dell’intervento.
  • La seconda è la prenotazione dell’incentivo, riservata principalmente alle Pubbliche Amministrazioni e ad alcune categorie assimilate, che permette di ottenere una prenotazione delle risorse prima dell’avvio dei lavori, migliorando la pianificazione finanziaria dell’intervento.

Fase 1: registrazione e accesso al portale

Il primo passaggio consiste nella registrazione al PortalTermico, accessibile tramite il sito ufficiale del GSE.

L’accesso avviene attraverso sistemi di identità digitale come SPID, Carta d’Identità Elettronica o CNS, garantendo un elevato livello di sicurezza e tracciabilità.

In questa fase è necessario configurare il profilo del soggetto responsabile, ovvero il soggetto che sostiene le spese e che riceverà l’incentivo, inserendo correttamente i dati anagrafici, fiscali e bancari.

Per le imprese e le Pubbliche Amministrazioni, l’accesso deve ora avvenire tramite la Scrivania Digitale del GSE ed è fondamentale verificare la corretta associazione tra il profilo utente e l’organizzazione di riferimento, al fine di evitare problematiche nella fase di istruttoria. 

Fase 2: inserimento della scheda intervento

Una volta completata la registrazione, il sistema richiede la compilazione della cosiddetta scheda intervento, che rappresenta il cuore della domanda.

In questa sezione devono essere inserite tutte le informazioni tecniche relative all’intervento realizzato, tra cui:

  • tipologia di intervento effettuato 
  • caratteristiche tecniche degli impianti installati 
  • dati energetici dell’edificio o dell’impianto 
  • localizzazione dell’intervento 
  • date di avvio e conclusione lavori 

N. B.: Per le Pompe di Calore, il portale richiede obbligatoriamente il valore del COP (Coefficient of Performance) e dello SCOP (stagionale) verificato secondo la norma EN 14825. 

La qualità e la precisione dei dati inseriti in questa fase sono determinanti, in quanto il sistema utilizza tali informazioni per calcolare automaticamente l’importo dell’incentivo spettante e per verificare la conformità ai requisiti previsti.

Fase 3: caricamento della documentazione

A supporto della scheda intervento, è necessario caricare una serie di documenti obbligatori che attestino la realizzazione dell’intervento e la conformità ai requisiti tecnici. Tra i principali documenti richiesti rientrano:

  • fatture relative alle spese sostenute 
  • ricevute di pagamento tracciabile 
  • asseverazione tecnica redatta da un professionista abilitato 
  • schede tecniche dei componenti installati 
  • certificazioni di conformità degli impianti 
  • eventuale Attestato di Prestazione Energetica 

In questa fase è essenziale che la documentazione sia completa, coerente e correttamente leggibile, poiché eventuali incongruenze possono comportare richieste di integrazione o il rigetto della pratica.

Il GSE effettua controlli sia automatici sia manuali, con particolare attenzione alla congruità dei costi e alla rispondenza ai requisiti tecnici.

Fase 4: invio della domanda e protocollazione

Una volta completato l’inserimento dei dati e il caricamento dei documenti, la domanda può essere inviata attraverso il portale.

Il sistema genera una ricevuta di protocollazione che certifica la data di presentazione, elemento rilevante ai fini del rispetto delle tempistiche previste, in particolare per le richieste presentate a conclusione dei lavori.

A partire da questo momento, la pratica entra nella fase di istruttoria.

Fase 5: istruttoria GSE e verifiche tecniche

Il GSE avvia una fase di verifica che comprende controlli amministrativi e tecnici, finalizzati ad accertare la conformità dell’intervento alle regole applicative.

Durante questa fase, il GSE può richiedere integrazioni documentali o chiarimenti, che devono essere forniti entro i termini indicati per evitare la decadenza della domanda. In alcuni casi, possono essere effettuati controlli in loco, soprattutto per interventi di maggiore entità o in presenza di elementi di rischio.

L’istruttoria rappresenta quindi una fase cruciale, che richiede attenzione e tempestività nella gestione delle eventuali richieste del GSE.

Fase 6: accettazione dell’incentivo e erogazione

In caso di esito positivo, il GSE comunica l’accettazione della domanda e l’importo dell’incentivo riconosciuto.

A questo punto, il beneficiario deve accettare formalmente le condizioni previste, dopodiché viene avviata la fase di erogazione.

L’incentivo viene corrisposto tramite bonifico bancario, secondo modalità che dipendono dall’importo riconosciuto: per importi più contenuti, il pagamento avviene generalmente in un’unica soluzione, mentre per importi più elevati è prevista una rateizzazione su più anni.

Cumulabilità con altri incentivi

Il Conto Termico 3.0 può essere integrato con altri strumenti di finanziamento pubblico, configurandosi come una leva particolarmente flessibile all’interno delle strategie di investimento in efficienza energetica.

Tuttavia, tale cumulabilità è subordinata al rispetto di un principio cardine della finanza pubblica, ovvero il divieto di doppio finanziamento della stessa spesa.

In termini operativi, ciò implica che non è possibile ottenere più incentivi per coprire la medesima voce di costo, ma è consentito combinare il Conto Termico con altri strumenti qualora questi intervengano su componenti diverse dell’investimento o su quote non già finanziate.

Questo aspetto rende fondamentale una corretta pianificazione economico-finanziaria dell’intervento, al fine di massimizzare il livello di incentivo senza incorrere in irregolarità.

Nel dettaglio, il Conto Termico 3.0 è generalmente cumulabile con:

  • contributi a fondo perduto di natura regionale o locale 
  • programmi europei, come fondi strutturali e PNRR, nei limiti previsti 
  • strumenti di finanziamento agevolato o garanzie pubbliche 
  • incentivi dedicati a specifiche componenti non sovrapposte, come infrastrutture accessorie 

La condizione essenziale è che la somma complessiva degli incentivi non superi il costo totale dell’intervento, evitando così qualsiasi forma di sovracompensazione.

Al contrario, il Conto Termico non è cumulabile con le principali detrazioni fiscali nazionali quando queste si riferiscono allo stesso intervento. In particolare, non è possibile combinare il contributo del Conto Termico con:

  • Ecobonus 
  • Bonus ristrutturazioni 
  • Superbonus 

qualora tali strumenti siano applicati alle stesse spese ammissibili. Questa incompatibilità deriva dalla diversa natura dei meccanismi, rispettivamente contributiva e fiscale, e dalla necessità di garantire un utilizzo efficiente delle risorse pubbliche.

È tuttavia possibile, in alcuni casi, utilizzare strumenti diversi all’interno dello stesso progetto, purché ciascun incentivo sia associato a specifiche voci di spesa chiaramente distinte. Ad esempio, un intervento integrato potrebbe prevedere l’utilizzo del Conto Termico per la sostituzione dell’impianto di climatizzazione e il ricorso ad altri incentivi per opere edilizie non coperte dal meccanismo.

Differenze tra Conto Termico 2.0 e Conto Termico 3.0

L’evoluzione dal Conto Termico 2.0 al Conto Termico 3.0 rappresenta un passaggio significativo in termini di ampliamento della platea dei beneficiari, semplificazione procedurale e rafforzamento dell’efficacia dello strumento.

Tabella riassuntiva delle differenze tra CT 2.0 – CT 3.0:

ElementoConto Termico 2.0Conto Termico 3.0
BeneficiariPA e privatiEstesi a ETS e CER
InterventiPiù limitatiAmpliati
IncentiviFino al 65%Fino al 100% per PA
ProceduraComplessaDigitalizzata
BudgetInferiore1,4 miliardi €

Domande frequenti (FAQ)

  • Q: Posso installare fotovoltaico con il Conto Termico 3.0?
    A: Direttamente no, il CT 3.0 finanzia il solare termico (per acqua calda). Tuttavia, incentiva le pompe di calore elettriche che possono essere alimentate da un impianto fotovoltaico preesistente o installato contemporaneamente, ottimizzando l’autoconsumo
  • Q: Quanto tempo serve per ricevere l’incentivo?
    A: Generalmente tra due e sei mesi.
  • Q: È cumulabile con il Superbonus?
    A: No, non per lo stesso intervento.
  • Q: Serve l’APE?
    A: Dipende dalla tipologia di intervento.
  • Q: Le imprese possono accedere?
    A: Sì, rientrano tra i beneficiari.
  • Q: Le pompe di calore sono incentivate?
    A: Sì, fino al 65% della spesa.
  • Q: Esistono limiti di spesa?
    A: Sì, variabili per intervento.
  • Q: Posso fare domanda dopo i lavori?
    A: Sì, entro 60 giorni.
  • Q: Gli incentivi sono a fondo perduto?
    A: Sì.

Q: Le comunità energetiche sono incluse?
A: Sì, tra le principali novità.

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