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Sostituzione infissi EdiliziAcrobatica

La sostituzione degli infissi, a cui si accompagna quella delle finestre, è uno degli interventi più richiesti in assoluto. Il motivo è semplice: a un costo di norma non elevato, apporta miglioramenti di tipo estetico e funzionale.

La questione è più complessa di quanto si possa immaginare, in quanto coinvolge temi come il design, l’efficienza energetica, la gestione del budget, la burocrazia. In questa breve ma esaustiva guida forniremo alcune coordinate utili a chi intende procedere con la sostituzione degli infissi.

Sostituzione infissi: cosa sapere prima di iniziare i lavori

Prima di affrontare temi quali i costi, i materiali e le agevolazioni è utile fare alcune precisazioni, rispondendo ai dubbi più diffusi tra chi vuole commissionare la sostituzione degli infissi.

● Permessi. Un timore ricorrente è quello di dover richiedere permessi e autorizzazioni, dunque di finire in qualche pastoia burocratica e rallentare l’iter di sostituzione degli infissi. Ebbene, nella stragrande maggioranza dei casi, la sostituzione degli infissi è considerata edilizia libera. Di certo, lo è quando non si modificano forma e dimensione del foro nella parete. In caso contrario, non si parla più di manutenzione ordinaria bensì di opere murarie. Pertanto, sarà necessario inviare la CILA, Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (che comunque è rapida e costa poco).

● Efficienza. Un altro punto da sottolineare è l’impatto che gli infissi possono esercitare sull’efficienza energetica di un edificio. Se si opta per i materiali giusti e per i prodotti pensati appositamente per garantire un isolamento termico, si può godere di un certo risparmio energetico.

Bonus. Come buona parte degli interventi di edilizia, anche la sostituzione degli infissi è soggetta potenzialmente alle agevolazioni fiscali. Tuttavia, va sottolineato che non esiste un bonus specificatamente dedicato a questo intervento. Piuttosto, è necessario fare riferimento ai bonus pensati – almeno inizialmente – per altre opere. Ne parleremo più avanti, ma intanto vi suggeriamo di approfondire l’argomento con questa guida sui bonus per la sostituzione di infissi e finestre.

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● Costi. Infine, va sottolineato come i costi siano estremamente variabili. Essi dipendono dai materiali, dal design, dalle caratteristiche intrinseche dei serramenti e ovviamente dall’approccio della singola impresa edile al tema dei costi.

Quali materiali scegliere per la sostituzione degli infissi

La scelta dei materiali genera conseguenze molto particolari in termini di design e di efficienza energetica. E’ dunque utile proporre una panoramica dei materiali più frequentemente chiamati in causa per la sostituzione degli infissi.

● Alluminio. Si può definire come il materiale “standard” per la produzione di infissi. O almeno, rappresentava lo standard fino a qualche anno fa. L’alluminio era apprezzato ed è apprezzato tuttora per i costi relativamente bassi, per le ridotte esigenze manutentive e per la relativa facilità di posa. Tuttavia, cede qualcosa dal punto di vista energetico e in termini di design.

● Legno. Questo materiale rappresenta una scelta efficace soprattutto per chi premia il valore del design. Esprime infatti una eleganza spiccata, quasi naturale. Allo stesso tempo, fornisce qualche garanzia sul piano energetico. Tuttavia, presenta un difetto: vanta esigenze manutentive importanti e richiede una cura pressoché costante, o almeno regolare.

● PVC. Il Polivinilcloruro fornisce un buon mix tra capacità di isolamento termico, resistenza ed estetica. La prima è garantita dalle caratteristiche intrinseche del materiale, e lo stesso si può dire della seconda. L’estetica, invece, è favorita dalla possibilità di applicare delle pellicole. I costi, poi, sono “medi”: superiori all’alluminio ma inferiori al legno.

Sostituzione infissi di EdiliziAcrobatica

Costi per la sostituzione di infissi e finestre

La sostituzione degli infissi e quindi anche delle finestre costa molto? E’ una domanda che si pongono tutti coloro che intendono procedere con questo intervento. Purtroppo, l’unica risposta realistica al cento per cento è: dipende.

Nello specifico, dipende dai materiali, dal design degli elementi e dalle politiche di prezzo delle imprese edili.

Il consiglio, tuttavia, è di considerare la sostituzione di infissi e finestre non già come una spesa, ma piuttosto come un investimento. Ciò risulta tanto più vero quanto più efficiente è il nuovo infisso dal punto di vista energetico.

Ad ogni modo, si parla al massimo di qualche centinaio di euro al metro quadro, compresa la posa. Va detto, però, che quest’ultima incide per il 50-60% sui costi totali.

Infine, occorre valutare le cifre alla luce di una opportunità che è tutt’altro che teorica: l’accesso ai bonus, ossia alle agevolazioni fiscali.

Quale bonus richiedere per la sostituzione degli infissi

Dunque, quali sono i bonus a disposizione per la sostituzione degli infissi? Come già specificato, non esiste un bonus dedicato esclusivamente a questo intervento, come accade ad esempio per la ristrutturazione delle facciate. Piuttosto, può essere inserite all’interno di altri bonus. Ecco i principali.

● Agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie. E’ il bonus riservato a interventi “importantI”, di norma riguardanti elementi strutturali ma non di rado, come in questo caso, comprendenti anche le opere di manutenzione ordinaria. L’aliquota è pari al 50%, la detrazione IRPEF va fruita nel corso di dieci periodi di imposta.

● Ecobonus. E’ il bonus riservato agli interventi che impattano sul piano energetico. La sostituzione, in tal caso, deve incidere sulla classe energetica dell’edificio. L’aliquota, a seconda degli esiti sul piano termico, varia dal 50 al 65%. Il tempo di fruizione è pari a 5 anni.

● Superbonus 110. La sostituzione degli infissi (e delle finestre) può anche essere compresa nel superbonus in qualità di intervento “trainato”, purché si realizzi contestualmente uno degli interventi “trainanti”, come l’installazione del cappotto termico. L’aliquota è pari al 110%, la fruizione avviene nel corso di cinque periodi d’imposta, quindi in 5 anni.

● Quale di questi bonus scegliere? Dipende dalle caratteristiche dell’intervento e dalle proprie esigenze. Per esempio, le agevolazioni per le ristrutturazione edilizie impongono requisiti meno stringenti, ma prevedono un’aliquota non elevatissima e un tempo di fruizione lungo. Di contro, l’ecobonus e soprattutto il superbonus prevedono aliquote molto elevate e tempi di fruizione più corti, ma impongono requisiti più stringenti.

Infine, va tenuto conto dell’esistenza della cessione del credito: si cede il diritto alla detrazione a terzi, magari alla stessa impresa che esegue i lavori, e si ottengono sconti equivalenti direttamente nelle fatture.

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