
Noto anche come “scuro alla vicentina”, il balcone alla vicentina è un sistema oscurante tipico della tradizione veneta, molto apprezzato per la sua funzionalità ed eleganza estetica. A differenza degli scuri tradizionali, le ante del balcone alla vicentina si aprono grazie a un comodo meccanismo a libro, che permette il ripiegamento all’interno della spalletta.
Il balcone alla vicentina garantisce una serie di benefici: lascia libera la facciata dell’edificio, protegge dagli agenti atmosferici, assicura un’ottima gestione della luce naturale.
Ma di cosa si tratta, come funziona e quanto costa? Scopriamolo insieme.
Cos’è il balcone alla vicentina
Per balcone alla vicentina, o “scuro alla veneta”, si intende una particolare tipologia di sistema oscurante, tipica della tradizione architettonica veneta. Il nome nasce in provincia di Vicenza, dove questo sistema viene impiegato sin dal Seicento presso i palazzi di pregio e le abitazioni storiche.
Si caratterizza per il sistema di apertura a libro: le ante, composte da doghe e collegate tramite cerniere, si ripiegano su sé stesse all’interno della spalletta della finestra. Tale meccanismo ad impacchettamento interno permette di lasciare totalmente libera la facciata, anche quando gli scuri sono aperti, riducendo gli ingombri esterni e garantendo armonia estetica all’edificio.
Il balcone alla vicentina viene impiegato soprattutto nei centri storici e durante gli interventi di ristrutturazione conservativa.
Come funziona: il meccanismo di apertura
Una caratteristica che differenzia il balcone alla vicentina dagli altri sistemi oscuranti è l’apertura a libro, progettata per permettere alle ante di ripiegarsi all’interno della spalletta della finestra. Lo scuro alla vicentina non si apre verso l’esterno, ma si impacchetta su sé stesso occupando lo spazio della nicchia muraria.
Tale meccanismo assicura un vantaggio sia estetico che funzionale, riducendo l’ingombro esterno ed eliminando l’esigenza di fermascuri antivento. Il movimento di apertura del balcone alla vicentina può essere manuale o motorizzato: i modelli moderni vengono integrati con sistemi domotici e automazioni.
Analizziamo le componenti del balcone alla vicentina per comprendere come funziona il meccanismo di apertura.
Ante e doghe
Le ante, ovvero la parte principale del sistema oscurante, vengono realizzate con pannelli composti da doghe verticali fissate a una robusta struttura portante, generalmente in legno, alluminio o PVC. Sulla base delle dimensioni dell’apertura, il balcone alla vicentina può essere composto da due o più ante modulari, che si richiudono progressivamente una sull’altra durante l’apertura.
Cerniere e snodi
Cerniere e snodi collegano tra loro le varie sezioni delle ante, permettendo l’apertura a libro. Tali componenti consentono il ripiegamento fluido degli scuri verso l’interno della muratura, assicurando massima resistenza, stabilità e semplicità di movimentazione.
Spalletta o nicchia della finestra
La spalletta laterale è lo spazio interno alla muratura nel quale le ante si raccolgono, quando il sistema è aperto. Tale elemento risulta essere uno dei più distintivi del balcone alla vicentina, poiché permette agli scuri di scomparire all’interno del vano finestra senza sporgere dalla facciata.
Sistema di chiusura e movimentazione
Gli scuri alla vicentina possono essere completati da sistemi di chiusura e di sicurezza, tra cui chiavistelli tradizionali, serrature di sicurezza, blocchi magnetici e sistemi anti-effrazione. I modelli più evoluti integrano motorizzazioni a scomparsa direttamente nella spalletta o nel telaio del serramento.
Materiali disponibili
La tradizione veneta predilige un design specifico per il balcone alla vicentina, distinto esteticamente dall’utilizzo di un materiale particolare, ovvero il legno. I modelli contemporanei, tuttavia, possono essere realizzati in tre diversi materiali, ciascuno con caratteristiche specifiche in termini di estetica, isolamento termico, resistenza e manutenzione.
La scelta del materiale dipende dal contesto architettonico, dal budget e dalle prestazioni necessarie. Generalmente, il balcone alla vicentina viene realizzato in:
- Legno, il materiale per eccellenza. Garantisce un’estetica calda e tradizionale, perfetta per edifici storici o facciate classiche. Inoltre, assicura un ottimo isolamento termico, una naturale capacità di schermatura, un elevato valore estetico e un forte impatto architettonico. Tra gli svantaggi del legno per gli scuri alla veneta rientrano l’esigenza di una manutenzione periodica per proteggere le superfici dagli agenti atmosferici, la maggiore sensibilità a umidità, sole e sbalzi termici, e infine il costo più elevato rispetto agli altri materiali;
- Alluminio. Un materiale estremamente robusto, capace di garantire una lunga durata nel tempo, ottima resistenza a pioggia, vento e corrosione, ideale anche per scuri di grandi dimensioni. Richiede una manutenzione minima ed è disponibile in diverse finiture (anche effetto legno). Tuttavia, assicura prestazioni di isolamento termico inferiori rispetto al legno (se non si utilizzano profili a taglio termico). La resa estetica risulta meno naturale e il costo iniziale è spesso più alto rispetto al PVC;
- PVC. Presenta costi più contenuti, necessita di una manutenzione ridotta e garantisce una buona capacità di isolamento termoacustico. Estremamente resistente a umidità e agenti atmosferici, il PVC può essere soggetto a una dilatazione termica in caso di forte esposizione solare. La sua estetica è meno raffinata e presenta una minore rigidità strutturale rispetto all’alluminio.
Balcone alla vicentina vs balcone alla padovana

L’architettura veneta utilizza due tipologie di scuri tradizionali: balcone alla vicentina e balcone alla padovana. Pur avendo una funzione simile, si differenziano per il sistema di apertura, l’ingombro delle ante e l’impatto estetico sulla facciata.
Per scegliere tra balcone alla vicentina o alla padovana, occorre considerare le caratteristiche della muratura, i vincoli architettonici e il risultato estetico desiderato.
Analizziamo le principali differenze tra i due sistemi nella tabella seguente.
| Caratteristica | Balcone alla vicentina | Balcone alla padovana |
| Sistema di apertura | A libro con ripiegamento interno | A libro con apertura verso l’esterno |
| Posizione delle ante aperte | All’interno della spalletta | Appoggiate sulla facciata |
| Ingombro esterno | Minimo | Maggiore |
| Impatto estetico | Facciata pulita e ordinata | Ante visibili lateralmente |
| Utilizzo nei centri storici | Molto diffuso | Diffuso ma meno discreto |
| Resistenza al vento | Elevata, senza fermascuri esterni | Richiede spesso sistemi di blocco |
| Protezione dagli agenti atmosferici | Maggiore protezione delle ante | Ante più esposte |
| Spessore del muro necessario | Richiede spallette profonde | Adatto anche a muri sottili |
| Gestione della luce | Molto precisa | Buona |
Il balcone alla vicentina rappresenta la soluzione più indicata negli edifici storici e in caso di ristrutturazioni conservative, poiché riduce l’impatto visivo garantendo ordine alla facciata. Tuttavia, necessita di muri sufficientemente profondi per contenere il sistema di impacchettamento interno.
Il balcone alla padovana prevede un sistema a libro ma con apertura verso l’esterno, per cui le ante si appoggiano lateralmente sulla facciata. Può essere, tuttavia, installato anche su murature meno profonde o con spallette ridotte. Gli scuri, visibili quando aperti, sono più esposti agli agenti atmosferici.
Quanto costa un balcone alla vicentina
Per conoscere i costi di un balcone alla vicentina, occorre considerare diverse variabili. Valutiamo i prezzi indicativi per materiale nella seguente tabella (i costi possono variare in base alle caratteristiche di ciascun progetto).
| Materiale | Fascia di prezzo indicativa |
| PVC | 300-500€ al mq |
| Alluminio | 400-700€ al mq |
| Legno standard | 350-600€ al mq |
| Legno pregiato o laccato | 550-900€ al mq e oltre |
I costi del balcone alla vicentina variano in base a numerosi fattori, oltre al materiale:
- Numero di ante e complessità del sistema a libro;
- Profondità della spalletta e spessore della muratura;
- Ferramenta dedicata e sistemi anti-effrazione;
- Automazioni domotiche;
- Necessità di opere murarie aggiuntive;
- Interventi su edifici storici o sottoposti a vincoli architettonici;
- Posa in opera, fondamentale per garantire il corretto impacchettamento delle ante.
In particolare, i costi legati all’installazione possono prevedere una spesa che varia dai 150-300€ per foro finestra. La spesa può aumentare in presenza di murature irregolari, interventi di adeguamento o lavorazioni particolarmente complesse.
Un’installazione a regola d’arte risulta essenziale per il buon funzionamento del balcone alla vicentina: pertanto, è bene affidarsi a un team di professionisti specializzati.
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Automazione e accessori
Il balcone alla vicentina può essere integrato con sistemi di automazione che ne semplificano la gestione quotidiana, migliorando il comfort d’utilizzo. La motorizzazione degli scuri permette di aprire e chiudere le ante a libro anche a distanza, senza dover intervenire manualmente.
Gli scuri, grazie a impianti domotici collegati a telecomandi, app per smartphone o assistenti vocali, possono essere gestiti in modo intelligente, impostando orari o condizioni ambientali.
Oltre alla motorizzazione delle ante con sistemi domotici, alcuni accessori complementari possono migliorare la funzionalità, la sicurezza e la durata degli scuri alla vicentina:
- Blocchi antivento;
- Chiusure magnetiche;
- Sistemi anti-effrazione;
- Finiture ad alta resistenza;
- Rivestimenti ed effetti estetici;
- Zanzariere integrate.
Perché scegliere il balcone alla vicentina
Il balcone alla vicentina, grazie al particolare meccanismo a libro con impacchettamento interno, rappresenta una soluzione ideale per preservare l’estetica della facciata, pur non rinunciando alla praticità.
Lo scuro alla vicentina può assicurare diversi vantaggi:
- Facciata sempre libera e ordinata;
- Design tipico dell’architettura veneta;
- Apertura compatta, con ingombro minimo;
- Buona gestione della luce naturale;
- Elevata robustezza strutturale;
- Miglioramento dell’isolamento termico e del comfort abitativo;
- Compatibilità con edifici sia storici che moderni;
- Incremento del valore dell’edificio.
Una soluzione equilibrata, tra estetica a funzionalità, in grado di adattarsi sia a nuove costruzioni che a interventi di recupero edilizio.


