Ristrutturare i frontalini dei balconi, di base, significa spendere una cifra rilevante. Per quanto l’intervento rappresenti spesso una necessità, non figura tra i meno costosi in assoluto. Anche perché spesso e volentieri si associa all’installazione di dispositivi di sicurezza, i quali fanno lievitare i costi.

Per fortuna, il legislatore ha stabilito la possibilità di detrarre parte della spesa, sostanziando un vantaggio economico per i committenti e i proprietari di casa.

L’argomento non è granché complicato, ma è piuttosto corposo. Anche perché le possibilità sono più d’una. Dunque, è bene affrontare il tema nel dettaglio.

 

Ristrutturare i frontalini, un intervento necessario

Prima di parlare approfonditamente delle detrazioni, è utile fare una panoramica sulla ristrutturazione dei frontalini. Ebbene, sono almeno due i motivi per procedere con la ristrutturazione di queste componenti, se la loro funzionalità o aspetto è in qualche modo compromesso.

Sicurezza. I frontalini danneggiati rappresentano un pericolo reale. Certo, per staccarsi dai balconi e cadere a terra il danno deve essere profondo ed esteso. Tuttavia, se si ignora il problema, il rischio si fa sempre più elevato, fino a diventare una questione di tempo. Ora, non c’è bisogno di spiegare i danni che farebbe del materiale in caduta libera da un’altezza pari o superiore ai quattro metri…

Estetica. I frontalini danneggiati rovinano l’aspetto della facciata, e di conseguenza restituiscono una sensazione di decadenza, una spiccata mancanza di decoro. Ciò può dar fastidio ai proprietari e agli inquilini, ma può cagionare anche un danno economico. D’altronde, la facciata è il biglietto da visita, e incide tantissimo sul valore di mercato. Dunque, se avete intenzione di vendere un locale o semplicemente affittarlo, la presenza di frontalini danneggiati potrebbe costringere a rivedere le vostre aspettative.

Le detrazioni applicabili e come funzionano

Il legislatore ha posto in essere svariate detrazioni, le quali riguardano specificatamente una o più classe di interventi, e si caratterizzano per l’entità del vantaggio economico.

Per quanto concerne la ristrutturazione dei frontalini, le detrazioni sono due.

  • Detrazione fiscale per ristrutturazioni edilizie, che consente una detrazione del 50%
  • Bonus facciate, che consente una detrazione del 90%

Nel primo caso, l’agevolazione è disponibile per tutta una serie di interventi, i quali fanno riferimento al concetto di “ristrutturazione edilizia”. L’intervento non deve essere leggero ma deve comunque coinvolgere elementi architettonici. Per la lista degli interventi che beneficiano di questa agevolazione, vi consigliamo di visitare direttamente il sito dell’Agenzia delle Entrate.

Molto più specifico il Bonus Facciate, che rappresenta un po’ la novità degli ultimi anni. Esso è diretto esclusivamente a chi commissiona interventi sulle facciate condominiali.

Come funziona la detrazione? Cosa implica la possibilità di detrarre il 50% o il 90%?

É possibile rispondere in modo univoco a questa domanda, anche perché il meccanismo è sostanzialmente lo stesso.

Di base, le agevolazioni in questione permettono di detrarre una quota della spesa (rispettivamente il 50% e il 90%) nella propria dichiarazione di redditi. In buona sostanza, “si sconta” una parte di quanto corrisposto nella propria IRPEF.

Non lo si fa una tantum, alla prima dichiarazione dei redditi disponibile. Piuttosto, si divide l’ammontare detraibile in dieci quote, e si detrae una quota in ogni dichiarazione dei redditi. Con questo sistema, si recupera il denaro nel giro di dieci anni.

Il vantaggio è reale, per quanto spalmato nel tempo. É significativo nel caso della semplice detrazione fiscale e “straordinario” nel caso della seconda. In quest’ultimo caso, si recupera quasi tutta la spesa!

Ovviamente ci sono delle condizioni da rispettare, dei limiti da non oltrepassare. Nel caso della semplice detrazione fiscale, grava un tetto di spesa pari a 96.000 euro. Nel secondo casa il tetto di spesa non c’è, ma è necessario possedere alcuni stringenti requisiti per accedere al bonus.

 

Un’occasione per risparmiare fin da subito

Cosa accade se il committente non può detrarre o la sua IRPEF è troppo risicata per “contenere” la detrazione? Non è una domanda di poco conto. Il problema riguarda molti. Pensiamo alle partite IVA forfettarie, che per legge non possono detrarre alcunché. Pensiamo a un disoccupato, che semplicemente non deve corrispondere alcuna imposta sul reddito.

Ebbene, il legislatore ha affrontato queste casistiche e posto in essere alcune soluzioni davvero interessanti. Ciò che stupisce è che tali soluzioni possono essere adottate anche da chi non avrebbe alcun problema a detrarre di anno in anno.

In cosa consistono queste soluzioni? Ebbene, nella cessione del credito di imposta alle banche o direttamente all’impresa che realizza l’intervento.

La detrazione non è altro che un credito di imposta, ovvero una cifra da scontare sull’IRPEF, e in quanto tale può essere ceduta.

  • Alla banca, che pagherà l’impresa
  • All’impresa stessa

In entrambi i casi, il risultato è uno sconto in fattura pari al credito.

Ecco che un’agevolazione con sistema di detrazione si trasforma in un modo per pagare pochissimo fin da subito.

In realtà, le imprese e le banche non sono tenute ad accettare il credito. Alcune lo fanno, altre no.

Noi di EdiliziAcrobatica accettiamo il credito, dunque applichiamo direttamente lo sconto in fattura…

Un motivo in più per sceglierci! Oltre alla convenienza che ci contraddistingue (data dalla rinuncia alle impalcature e ai ponteggi) e alla nostra efficienza, determinata anche dal nostro approccio particolare, che ci vede lavorare sospesi a mezz’aria, assicurati da corde. Niente impalcature, nessun fastidio per il committente!

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