Tinteggiatura pareti esterne: quali permessi sono necessari?

La tinteggiatura pareti esterne è un intervento importante, in quanto capace, con uno sforzo non eccessivo, di migliorare l’aspetto degli immobili. Tuttavia, è al centro di alcuni timori, in buona parte legati alla questione burocratica. Il riferimento è ovviamente ai permessi. Sono necessari permessi per la tinteggiature delle pareti esterne? Se sì, di che tipo? Proviamo a rispondere a queste domande.

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Tinteggiatura delle pareti esterne: un intervento fondamentale

La tinteggiatura delle pareti esterne è un intervento da prendere sempre in considerazione. Il motivo è sostanzialmente estetico. D’altronde, quando si tinteggiano le pareti non si interviene radicalmente su elementi di finitura e men che meno strutturali. Semplicemente, si passa la classica mano di pittura.

Dunque, la tinteggiatura conferisce agli immobili un aspetto più fresco, nascondendo gli inevitabili segni dell’età. Un effetto non da poco, sia in una prospettiva di decoro che prettamente economica. La facciata è il biglietto da visita di qualsiasi edificio, dunque chi ha in mente di vendere un immobile o affittarlo, dovrebbe considerare la tinteggiatura come soluzione funzionale a una offerta di prezzo consona alle proprie aspettative.

Vi è poi un aspetto da affrontare, quello che riguarda i costi. A prescindere dalle cifre in ballo, vi è l’opportunità di pagare poco, molto poco. Il riferimento è al programma di agevolazioni fiscali, che da qualche anno a questa parte è protagonista di una vera e propria accelerazione. In buona sostanza, grazie alle agevolazioni è possibile risparmiare fino al 90%. 

E’ possibile farlo nel tempo, attraverso il meccanismo della detrazione IRPEF, e persino nell’immediato, attraverso il meccanismo della cessione del credito. Quest’ultima è in realtà una possibilità, in quanto le imprese edili possono decidere liberamente se accettare il credito e “ricambiare” con uno sconto in fattura di pari entità.

Una precisazione sulla tinteggiatura pareti esterne

Prima di trattare l’argomento burocrazia è bene fare una precisazione circa la natura dell’intervento. E’ vero, la tinteggiatura delle pareti esterne non è affatto un intervento pesante dal punto di vista tecnico. D’altronde, non incide sugli elementi strutturali, e impatta solo leggermente sulle rifiniture. Infatti, fa parte della categoria “manutenzione ordinaria”, che è quella meno problematica sotto il profilo tecnico-burocratico.

Ciò non significa, però, che debba essere considerata sempre e comunque un intervento “leggero”. Anzi, dal punto di vista economico potrebbe non esserlo affatto (al netto delle agevolazioni fiscali, ovviamente). Non è una distinzione di poco conto, in quanto impatta profondamente sulle dinamiche condominiali. Il riferimento è alle modalità di approvazione dei lavori e ai criteri con cui le decisioni vengono assunte.

Di norma, un qualsiasi lavoro leggero, quindi di manutenzione ordinaria, dovrebbe richiedere una maggioranza di 334 millesimi. Tuttavia, fanno eccezione i lavoro sì “tecnicamente” leggeri, ma costosi. Definizione, questa, che si addice particolarmente alla tinteggiatura (ripetiamo, al netto delle agevolazioni).

Ne consegue che l’approvazione dei lavori richieda ben 501 millesimi per essere giudicata a prova di ricorso. Può capitare che alcune assemblee, magari a digiuno di giurisprudenza, approvino i lavori con la maggioranza più favorevole. Si tratta di un errore, in quanto tale soluzione è soggetta a ricorsi, che comunque devono essere depositati entro 30 giorni.

Servono permessi per la tinteggiatura delle pareti esterne?

Veniamo finalmente all’argomento dell’articolo. La tinteggiatura delle pareti esterne richiede dei permessi? Di base, non dovrebbe. Infatti, pur essendo soggetta alle normative più stringenti di approvazione condominiale, è un intervento leggero dal punto di vista burocratico. Anzi, probabilmente è il più leggero di tutti. Fa parte, dunque, della manutenzione ordinaria, in genere associata al concetto di edilizia libera.

Tuttavia, nella pratica sussistono alcune eccezioni. Secondo la normativa attualmente in vigore, le amministrazioni locali hanno comunque voce in capitolo per quanto riguarda i permessi, quelli meno pesanti perlomeno. 

Dunque, la tinteggiatura delle parete esterni potrebbe essere soggetta a una regola non esattamente specifica, ma comunque rilevante in termini di conseguenze: la necessità di comunicare l’inizio dei lavori nel caso in cui questi comportassero l’installazione di strutture temporanee. Il pensiero va ai ponteggi, necessari per raggiungere le altezze più elevate. Il permesso in questione, ancora in uso presso alcuni comuni, ricorda da vicino la vecchia CIL (Comunicazione di Inizio Lavori). 

 

Servono permessi per la tinteggiatura delle pareti esterne?

Come deve comportarsi il committente di fronte a questa situazione ambigua? Le alternative sono due. In primis, può – anzi deve – informarsi presso lo Sportello Unico per l’Edilizia circa i regolamenti comunali, e quindi l’obbligo di presentare una dichiarazione di inizio lavori. 

Soprattutto, può tagliare la testa al toro e scegliere EdiliziAcrobatica.

EdiliziAcrobatica ha una particolarità: rinuncia in toto ai ponteggi e alle impalcatura. Lavoriamo su corda, in sospensione. Siamo un po’ muratori e un po’ acrobati. Non è un dettaglio di poco conto.

Oltre alle conseguenze in termini di permessi, si evidenziano vantaggi in termini economici e di comfort. D’altronde, il ponteggio è una voce di spesa non indifferente. Depennandola per sempre, possiamo fare prezzi migliori.

Inoltre, lavorare senza ponteggio significa cagionare meno rumore e, soprattutto, non deturpare il profilo degli edifici. Insomma, siamo il meglio per i lavori in quota (e non solo).

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