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coibentare tetto in legno EdiliziAcrobatica

Coibentare un tetto in legno significa aumentare l’efficienza energetica dell’edificio ma anche proteggerlo meglio dagli agenti atmosferici e diminuire l’inquinamento acustico. E’ dunque un intervento estremamente utile, che impatta radicalmente sul tenore di vita e sulla spese (per l’energia ma anche per la manutenzione).

La questione è comunque complessa, in quanto coinvolge temi quali la scelta dei materiali, i costi e l’accesso agli eventuali bonus fiscali. Ne parliamo qui.

In cosa consiste la coibentazione di un tetto in legno

Prima di parlare approfonditamente delle soluzioni per la coibentazione del tetto in legno, è bene chiarire il significato di coibentazione. Ebbene, con questo termine si intende l’applicazione di materiali tali da isolare un elemento dal punto di vista termico e acustico.

Nella stragrande maggioranza dei casi, si utilizzano dei pannelli, che tra le altre cose sono relativamente semplici da posare. Non è un dettaglio di poco conto, se si considerano le difficoltà intrinseche che qualsiasi intervento ai tetti impone. Il riferimento è ovviamente all’altezza.

Errori comuni nell’isolamento del tetto

Fondamentale è evitare alcuni errori estremamente comuni. Questi riguardano principalmente l’approccio, ovvero il modo con cui il committente si relaziona con l’intervento e con chi lo esegue. Ecco una panoramica di cosa non fare.

Prendere sottogamba la scelta dell’impresa edile. Dalle competenze e dalla “filosofia” dell’impresa edile dipendono la qualità del servizio e i suoi costi. Va da sé che una impresa non vale l’altra e che la fase di scelta e valutazione va condotta con prudenza, accortezza, consapevolezza.

Delegare interamente la scelta dei materiali. Il committente può e deve avere voce in capitolo anche sulla scelta dei materiali. Se non altro, perché questi impattano anche sull’estetica del tetto.

Ignorare i bonus. Alcuni bonus godono di una visibilità maggiore, sicché il committente meno attento potrebbe ignorare quelli meno famosi, ma comunque utili specificatamente all’intervento che ha in mente di realizzare.

I materiali migliori per coibentare un tetto in legno

Parliamo dunque di materiali, che rappresentano l’aspetto più importante quando lo scopo è coibentare un tetto in legno, soprattutto “esternamente”. Ecco alcune delle soluzioni più frequenti.

Fibra di legno. E’ adatta ai tetti piani, che non richiedono manovre particolari in fase di posa. Spicca per l’ottimo grado di isolamento termico e acustico.

Vetro granulare. E’ perfetto per le zone sferzate da piogge frequenti. infatti, oltre a garantire un discreto grado di isolamento, resiste molto bene all’acqua e al vapore.

Sughero. Questo materiale spicca per la resistenza e per la durata nel tempo. Il grado di isolamento acustico è elevato, quello termico un po’ meno (ma comunque sufficiente).

Schiuma di poliuretano espanso. E’ il materiale d’elezione per la coibentazione. Vanta un elevato grado di isolamento termico e acustico, ma è anche idrorepellente e resistente.

stratigrafia coibentazione-tetto in legno
Foto presa dal web

Quanto costa coibentare un tetto in legno?

Coibentare un tetto in legno costa molto? Dipende ovviamente da molti fattori, come il materiale scelto, l’approccio della singola impresa, persino l’altezza della struttura. Occorre separare ovviamente i costi dei pannelli dai costi della manodopera.

Nel primo caso, si parla di poche decine di euro al metro cubo. Stesso discorso per la manodopera, ma nella fattispecie l’unità di misura non è il metro cubo, ma il metro quadro. Nel complesso, si parla di svariate migliaia di euro.

Bonus e agevolazioni fiscali per la coibentazione del tetto

Quando si parla di costi, è bene non fare i conti senza l’oste. Per fortuna, l’oste in questo caso è “benevolo” e assume le sembianze dei bonus fiscali.

Esatto, esistono delle agevolazioni che alleggeriscono la spesa per la coibentazione del tetto. Come per tanti interventi, non esiste un bonus specifico, ma ci si può appellare a quelli più generici, o pensati per altro. Ecco un prospetto.

Agevolazioni per le ristrutturazioni edilizie. E’ riservato agli interventi “pesanti” o che riguardano elementi strutturali. Consente una detrazione IRPEF del 50%, da fruire in dieci anni.

Ecobonus. E’ riservato agli interventi che concretizzano un miglioramento energetico. La detrazione è pari al 65% e va fruita in cinque anni.

Superbonus. La detrazione in questo caso è del 110%. Richiede però l’esecuzione dei cosiddetti interventi trainanti, tra cui spicca l’installazione del cappotto. Ad essa è possibile associare i cosiddetti interventi “trainati”, tra i quali è compresa anche la coibentazione del tetto. La fruizione del bonus avviene in cinque anni.

Quale bonus scegliere? Dipende dalle necessità. Per esempio, se si avverte il bisogno di fruire nel più breve tempo possibile della detrazione, il bonus “semplice”, quello per le ristrutturazioni edilizie, non è indicato. Di contro, gli interventi riqualificanti, che permettono di accedere all’ecobonus o al superbonus, tendono a costare di più.

C’è poi da considerare l’opzione cessione del credito: si cede ad altri, magari alla stessa impresa edile, il diritto alla detrazione e si ottiene un identico sconto in fattura.

Alternative alla coibentazione del tetto da esterno

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Coibentazione Tetto: Cos’è, Quanto Costa e Come Viene Fatta?

Esistono comunque alcune alternative. Tanto per iniziare, gli interventi esterni. Questi prevedono sempre l’applicazione dei pannelli, ma realizzati in genere con materiali meno invasivi come cartongesso, sughero, lana di roccia, da applicare in modalità “controsoffitto”. Questi interventi risultano particolarmente utili soprattutto se è presente una mansarda.

Se si agisce internamente è fondamentale, poi, progettare una corretta stratificazione del tetto. L’assetto ideale cambia in base alla tipologia del tetto, che può essere ventilato o non ventilato.

Nel primo caso: copertura con tegole o tavole, intercapedine, telone impermeabile con funzione protettiva, pannelli isolanti, supporti lignei per il materiale isolante.

Nel secondo caso: copertura, barriera contro il vapore finalizzato alla protezione dall’umidità, pannello isolante, supporto ligneo per il materiale isolante.

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