Quando si parla di manutenzione edilizia, vi è sempre il rischio di fare confusione. La materia è complessa, e a complicarla ulteriormente intervengono definizioni e termini. Buona parte delle false convinzioni riguardano la differenza tra interventi ordinari e interventi straordinari. Conoscerla è fondamentale, in primis per non avere sorprese in fase di preventivo (i secondi costano molto più dei primi), e in secondo luogo per acquisire una piena consapevolezza delle necessità del proprio immobile.

Ne parliamo in questo articolo, proponendo un focus proprio sugli interventi ordinari e sul loro rapporto con gli interventi straordinari. Un rapporto che, è bene anticiparlo, è spesso di prevenzione.

Interventi ordinari vs interventi straordinari

Nell’immaginario collettivo, i concetti di ordinarietà e straordinarietà, quando riguardano il tema della manutenzione edilizia, si differenziano per i costi e per l’evidente gravità dei lavori, per la porzione di edificio coinvolto etc.

Questi elementi incidono, ma non possono essere considerati discriminanti oggettive. Certo, il legislatore non ha contribuito nel corso degli anni a circoscrivere in maniera chiara confini e differenza, ma l’esperienza e soprattutto il lavoro della giurisprudenza hanno dipinto un quadro più chiaro.

In buona sostanza, gli interventi ordinari sono tutti quegli interventi che da un lato comportano la riparazione/ripristino dell’esistente, senza apportare modifiche estetiche e funzionale, e dall’altro agiscono sulle finiture, senza coinvolgere in alcun modo gli elementi strutturali, la planimetria o la volumetria.

Gli interventi ordinari fanno parte della categoria dell’edilizia libera, e pertanto non richiedono il possesso di alcun titolo abilitativo. Gli intervento straordinari, invece, richiedono o la CILA, o la SCIA o il Permesso di Costruire. Essi sono i titoli abilitativi attualmente in vigore (se si esclude la CIL, che però costituisce un caso a parte), presentati qui in ordine di gravità/costo/difficoltà di ottenimento crescente

ripristino facciata condominio

Perchè gli interventi ordinari

Ci sono almeno tre motivi per procedere con la realizzazione degli interventi ordinari. In primis perché spesso e volentieri sono necessari. Il riferimento, in questo specifico caso, è alle opere di riparazione, le quali sono funzionali a un totale ripristino o della funzionalità o dell’estetica di un elemento.

In secondo luogo, gli interventi ordinari incidono in maniera visibile sull’aspetto di un qualsiasi immobile. D’altronde, buona parte dei lavori afferenti a questa tipologia riguardano le finiture, che sono per definizioni gli elementi più esposti in assoluto (es. i rivestimenti).

Infine, ed è forse questa la motivazione più importante, alcuni interventi ordinari agiscono in una prospettiva di prevenzione rispetto agli interventi straordinari. Anche quando, di fatto, non c’è nulla da “riparare”, manutenere un elemento significa rallentarne l’usura, posticipare il momento – altrimenti inevitabile – della rottura o della perdita irreversibile delle funzionalità.

Insomma, in buona parte dei casi realizzare interventi ordinari consente di evitare il ricorso agli interventi straordinari. Non è un vantaggio da poco. Infatti, gli interventi straordinari costano molto di più, prospettano un impegno più gravoso e protratto del tempo da parte dell’impresa edile, con tutto ciò che ne consegue per la qualità della vita abitativa.

Grondaiei intasate manutenzione edilizia

Gli interventi di manutenzione ordinaria più importanti?

In breve, quali sono gli interventi ordinari più importanti, che non dovrebbero mai essere trascurati in una prospettiva di prevenzione? Possiamo dividere questi interventi in due categorie: i lavori di pulizia e i lavori di ripristino vero e proprio.

Fa parte della prima categoria, per esempio, la pulizia della gronda. La gronda “ospita” spesso detriti, residui di terra, fogliame etc, tutti elementi in grado, alla lunga, di danneggiarla. Pulire la gronda regolarmente significa evitarne la rottura.

Della seconda categoria fanno parte tantissimi interventi, i quali puntano al recupero della funzionalità e dell’estetica originaria. Il riferimento, in questo caso, è alla tinteggiatura delle facciate, al rifacimento dei rivestimenti interni ed esterni, nonché delle impermeabilizzazioni di tetti e terrazze.

Tutti interventi, questi, che consentono in primo luogo di ridare nuovo slancio all’edificio, di fatto svecchiandolo, ma anche di evitare che danni più importanti e irreversibili emergano con il passare del tempo, costringendo al ricorso agli interventi straordinari.

Fanno parte di questa categoria anche le opere di riparazione in senso stretto, che non comportano la sostituzione totale dell’elemento. Basti pensare al complesso tema dell’impiantistica, che spesso riguarda sia gli interventi ordinari che quelli straordinari. Il discrimine, in questo caso, è il rispetto del disegno originale. Se il disegno, ovvero la pianta dell’impianto, subisce modifiche, siamo nel campo della manutenzione edilizia “straordinaria”.

Un consiglio in merito alla manutenzione edilizia

Il consiglio è di non perdere tempo, se si avverte la necessità di procedere con interventi ordinari. Spesso problemi di questo tipo vengono trascurati, in quanto reputati – spesso a ragione – non urgenti. Tuttavia, è bene operare un ragionamento di lungo periodo. Si tratta di spendere qualcosa oggi per evitare di spendere molto domani.

Certo, il fastidio di ritrovarsi con gli operai in casa o a portata di balcone è notevole. Per ridurre il fastidio al minimo, optate per una impresa che faccia della rapidità il suo tratto distintivo. EdiliziAcrobatica, per esempio, la quale si caratterizza per la capacità di coniugare velocità ed efficacia. Se poi l’intervento richiede un lavoro in altezza, il vantaggio è doppio. Infatti, operiamo su corda, senza bisogno di montare impalcature e ponteggi che disturbano la vista, aumentano i costi e sono responsabili di rumori fastidiosi.

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