Tre acrobati si tengono per mano, sospesi sulle funi sopra i tetti di Novara, con il campanile di San Gaudenzio sullo sfondo

Capita spesso, a noi di EdiliziAcrobatica, di ricevere richieste di preventivo per immobili e strutture di particolare rilievo tecnico, architettonico o storico. Parliamo di emblemi del nostro patrimonio culturale, opere capaci di attraversare i secoli e di attrarre visitatori da tutto il mondo. Sono lavori che ci rendono particolarmente orgogliosi di quello che facciamo ogni giorno e che ci onorano, perché confermano l’impegno, la professionalità, l’attenzione e la cura dei dettagli che vogliamo mettere in ogni nostro intervento.

Ogni tanto, poi, tra queste richieste ne arriva una che riguarda la rimozione di vecchie impalcature, che con il loro ingombro oscurano la bellezza del bene storico-architettonico e ne rendono poco agevole la visita. Una situazione che penalizza sicuramente cittadini e turisti, ma che va a scapito anche delle attività produttive che traggono beneficio dall’indotto turistico. Tutto questo rende doppiamente importante il nostro lavoro e ci carica di ulteriori responsabilità, ma anche di ulteriori soddisfazioni.

Nel caso di cui parliamo oggi, la protagonista del lavoro di rimozione è stata la Cupola di San Gaudenzio a Novara: nel settembre 2025 siamo intervenuti sulla sua guglia, dove dagli anni Novanta era rimasto un ponteggio metallico ormai arrugginito.

L’inconfondibile Basilica di San Gaudenzio è il monumento distintivo di Novara e ha visto la luce nel XVI secolo, su progetto di Pellegrino Tibaldi. La sua silhouette come la conosciamo oggi, arricchita dal campanile e dalla cupola che svetta a 121 metri, costruiti in epoche successive, è di sicuro una delle immagini più riconoscibili e amate dalla popolazione. La cupola, in particolare, è un colosso che conta ben 2.046 metri cubi di mattoni ed è una delle più ardite strutture in muratura portante mai realizzate: è opera di Alessandro Antonelli e quindi «sorella» della Mole Antonelliana, su cui EdiliziAcrobatica era già intervenuta con un importante progetto di manutenzione straordinaria. Dopo Torino, dunque, ancora una volta al servizio del genio di Antonelli.

Uomini sospesi nel vuoto: la bellezza e la sicurezza della doppia fune

Si è trattato di un’operazione complessa persino per professionisti di comprovata esperienza come noi di EdiliziAcrobatica, un intervento reso impegnativo dalle altezze elevate e dalla preziosità del bene architettonico. Ma, come diciamo sempre, non ci tiriamo mai indietro di fronte alle sfide più dure. La sfida, così come la fune, fa parte del nostro DNA e ne andiamo fieri ogni giorno.

Due acrobati al lavoro tra le colonne della guglia, visti dal basso, con la rete anticaduta sullo sfondo

Anche se siamo costantemente impegnati in imprese di diverso genere, è soprattutto in casi come questo, quelli al limite, che emerge la magnificenza di questa tecnica rivoluzionaria. Nella parte più alta della Basilica di Novara dovevamo intervenire senza montare alcuna impalcatura. Da fuori, l’impatto era scenografico: gli operai che si muovevano sospesi sembravano un tutt’uno con l’opera, regalando un’immagine di insospettabile leggerezza. Pareva di assistere a una danza di altri tempi, che suscitava la curiosità e lo stupore dei passanti.

Due operatori sospesi su fune accanto alla rete di protezione sulla guglia della Cupola di San Gaudenzio

E, a proposito di curiosità, sono tantissime le domande che ci vengono poste di continuo. La più frequente è questa: come può essere sicura una tecnica che rinuncia alla solidità di un’impalcatura? Ci rendiamo conto che questo approccio possa suscitare scetticismo, ma si tratta di una tecnica non solo sicura, grazie al sistema delle doppie corde, ma anche e soprattutto molto più pratica.

Pensiamo che il nostro merito principale, quello che ci ha portato a essere leader nel settore, sia stato averci creduto fin da subito. Abbiamo capito che, anche se all’epoca si trattava di un settore ancora poco diffuso, quasi inesistente, era fondamentale guardare a quell’innovazione per raggiungere risultati sempre migliori. Prendendo a prestito un celebre aforisma, spesso attribuito a Nelson Mandela, «Sembra sempre impossibile finché non viene fatto», possiamo dire che è grazie allo spirito da pionieri, all’impegno e a un’attenta pianificazione che quella che all’inizio sembrava un’impresa difficile si è rivelata alla nostra portata.

Al servizio della Fabbrica Lapidea di San Gaudenzio, che già nell’Ottocento scelse il genio di Antonelli

Come per ogni altro intervento, prima di prendere in carico il lavoro e di aprire il cantiere abbiamo provveduto a un’accurata verifica della fattibilità e alla valutazione dei rischi: un passaggio imprescindibile, che ci ha consentito di pianificare ogni singola fase in totale sicurezza, tutelando sia la salute dei nostri operatori sia l’integrità dell’immobile.

Un acrobata con casco e imbragatura, ripreso dall’alto, sospeso sulla fune sopra la copertura della cupola

Una volta accertato che le condizioni fossero idonee, è stato un momento di grande gioia ed entusiasmo poter comunicare alla Fabbrica Lapidea di San Gaudenzio che potevamo finalmente partire. Un committente di tale prestigio – si tratta dell’istituzione che dal 1552 vigila sulla Basilica e che affidò ad Antonelli la costruzione della cupola – ci ha onorati profondamente con la sua fiducia e ci ha investiti di una grande responsabilità.

Novara vista dalla guglia: due acrobati sospesi, la cupola, il campanile di San Gaudenzio e i tetti del centro storico

Dalle reti di protezione al trionfo: la restituzione del capolavoro alla città

Come prima cosa i nostri acrobati, ancorati mediante un sistema a doppia fune, hanno posizionato lungo il perimetro della guglia un’apposita rete anticaduta, per raccogliere qualsiasi frammento e impedire la caduta di materiale verso il basso: un passaggio fondamentale, che ci ha permesso di lavorare in tranquillità, con la certezza di proteggere la delicata struttura e l’incolumità dei passanti che transitavano a terra.

Tre acrobati sospesi davanti alla rete di protezione e allo striscione Acrobatica sulla guglia, accanto al campanile di San Gaudenzio

Una volta garantita la completa sicurezza, gli acrobati sono passati alla fase operativa vera e propria, ovvero lo smantellamento della vecchia impalcatura. I tecnici l’hanno smontata elemento per elemento. Tutto il materiale rimosso è stato prima accatastato con cura sul piano di lavoro e successivamente calato verso il basso in modo controllato, con manovre di precisione per evitare qualsiasi sfregamento contro le pareti storiche della guglia.

Un tecnico smonta un elemento del vecchio ponteggio metallico tra le colonne della guglia

Concluso l’intervento, è stata necessaria una scrupolosa pulizia del cantiere. Abbiamo rimosso la rete anticaduta e tutti gli allestimenti previsti per la lavorazione, passando poi all’eliminazione dei materiali di risulta.

La storica cupola che sovrasta la Basilica di San Gaudenzio è finalmente tornata a risplendere, svettando fiera verso il cielo: un capolavoro restituito alla città in tutta la sua bellezza, a dimostrare che per EdiliziAcrobatica nessun obiettivo è mai troppo alto.

Tre acrobati in imbragatura sul ballatoio della guglia guardano Novara dall’alto

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